Un aspetto non eccessivamente considerato e che i più attenti avranno notato soprattutto in Reijnders è quello riguardante lo scanning. Cioè il guardare a testa alta scansionando gli spazi e la posizione dei compagni in modo continuo. Sono stati analizzati alcuni giocatori negli ultimi 20 anni inclusi i ruoli come vedete nell’immagine. Questa è riferita a quante volte con lo sguardo e i movimenti della testa controllavano lo spazio nei 10 secondi prima di ricevere la palla. I centrocampisti come previsto lo fanno mediamente più degli altri e Xavi è stato uno di quelli che più lo facevano.

Questo consente di avere sempre chiare le spaziature intorno a sé e quando si riceve la palla si ha di conseguenza già un’idea chiarissima di quale è lo spazio in cui dare la palla e da chi si potrebbe subire la pressione e quindi posturalmente come eluderla. Quando ricevi palla riesci così a velocizzare il tempo della giocata perché sai già cosa fare e oltretutto risulta la scelta migliore. Ovviamente la qualità tecnica realizza poi l’idea, però il discorso di Cruijff che il calcio si gioca prima di tutto con la testa, non fa una piega.
La qualità enorme di Reijnders è che fa una scansione dello spazio costante e non sbaglia le scelte sotto pressione perché sa già prima cosa fare e ha una eccellente qualità tecnica unita a personalità che gli fanno provare delle verticalizzazioni che altri non provano….ma nemmeno vedono. Ora sarà più facile notare questo dettaglio.
Cosa importante e sottovalutata è che è un aspetto allenabile come dimostrato QUI
E tanti allenatori, soprattutto di giovanili, dovrebbero puntare tanto su allenare queste caratteristiche nei ragazzi, anche in quelli già dotati naturalmente di visione e percezione degli spazi.








