Nelle ultime settimane, uno dei problemi più evidenti è stato quello relativo alle reti subite su calcio d’angolo. Questa è stata una problematica che il Milan ha avuto anche negli anni precedenti ed è sicuramente uno dei punti deboli della gestione Pioli. In questa analisi, l’obiettivo è quello di evidenziare quelle che sono le problematiche relative a queste situazioni in questa stagione e quelli che sono quindi gli aspetti sui quali Pioli e il suo staff dovranno lavorare in queste settimane. Il 32% delle reti arriva su calci da fermo, circa il 10% di queste avvengono su rigore, questo significa che un 20-25% delle reti arriva in situazioni di angoli/punizioni. Potendo racchiudere in uno stesso cluster per certi versi angoli e punizioni laterali, questo fa capire l’importanza di sistemare queste problematiche.

Come si può notare, il Milan difende generalmente con 2 uomini a zona, 3 a coprire sul limite dell’area e gli altri 5 a uomo. La zona sul secondo palo resta sguarnita. Bisogna partire tenendo a mente alcuni concetti. Il primo, che andando a uomo è l’attacco sempre a decidere come far muovere la difesa, nel senso che i difendenti reagiscono al movimento di chi attacca, seguendoli. Quindi quei movimenti possono far muovere il blocco di 5 difensori a loro piacimento svuotando o riempiendo zone dell’area. Nei due gol presi contro PSG e Lecce, si nota come in tutti i casi abbiano lavorato su un movimento che generasse spazio per una spizzata, con un uomo che poi ha attaccato il secondo palo. ma andiamo con ordine.

Nella rete subita contro il PSG, si nota come ci siano sempre i 5 a uomo, quello che cambia è che a zona c’è solo Giroud, mentre Reijnders e Leao sono più vicini per evitare un 2 contro 1 in caso di battuta corta. Quello su cui soffermarsi però è il duello 2 contro 2 nel quale avviene la spizzata. In questo tipo di duelli marcando a uomo, avvengono le stesse problematiche di una partita di pallacanestro su un blocco. Chi sta in attacco può sfruttare il compagno per crearsi uno spazio. In questo caso Marquinhos taglia e Thiaw può fare 2 cose: seguirlo da dietro o fare il giro dal lato opposto. Gli altri 2 nei fatti sono il “blocco” che Marquinhos usa. La difesa qua ha 3 opzioni: le prime 2 quelle dette in precedenza con Thiaw che segue o aggira, la terza con un cambio di marcatura. A prescindere è facilissimo che muovendosi col tempo giusto, chi sta in attacco riesca a creare quella spaziatura necessaria per anticipare i difendenti e spizzare la palla. Questo è un limite del marcare a uomo. E poi c’è da porsi un’altra domanda: come marcare a uomo?
Spesso si sente dire “doveva stargli attaccato”, in realtà più si sta vicino all’area e più si deve marcare evitando di stare incollati, ma tenendo sempre un braccio di distanza. Una cosa nella quale eccelle un giocatore come Lautaro ad esempio è proprio quella di cercare il proprio marcatore in area e volersi incollare a lui. In questo modo su traversone riesce a scappare smarcandosi più facilmente. Più si sta incollati e più è facile per la punta fare una finta di corpo e scappare dal lato opposto. Anche con un tempo di reazione ottimo, l’attaccante in quel caso riesce a battere il difendente.
Nel caso della rete del PSG quindi si crea il primo problema che è quello che loro volontariamente creano un 2 contro 2 e lo sfruttano come un blocco riuscendo a spizzare. Skriniar è preso a uomo da Loftus-Cheek che è abbastanza attaccato e, oltretutto, guarda la palla al momento della battuta (cosa giusta e normale). Nei fatti però, quella frazione di secondo basta a Skriniar che era attaccato a lui per scappargli alle spalle sapendo perfettamente che la zona sul secondo palo sarebbe stata vuota, è una loro decisione quale zona di campo occupare. Il Milan appunto stando a uomo, semplicemente segue.

Anche nella gara con l’Udinese possiamo notare lo stesso problema che abbiamo visto prima sul 2 contro 2, ma in scala più ampia. Abbiamo preso in esame solo le ultime tre gare, ma anche tornando indietro si nota come in tante gare si siano creati problemi di questo tipo. L’Udinese ha scelto di creare un blocco unico con l’ultimo che ruota intorno al blocco. In questo caso il difendente o lo segue (ma arriverebbe marcandolo da dietro e stacca sempre in anticipo con alto rischio di prendere rete) oppure deve fare il giro opposto, scommettendo sul trovare il suo uomo in quella determinata zona di campo e poterlo contrastare frontalmente. In ogni caso il rischio di arrivare tardi è alto. Anche in questo caso potrebbe arrivare a spizzare con un compagno che taglia sul secondo palo, oppure andare direttamente in porta essendo una posizione più centrale rispetto ad esempio a quella della spizzata del PSG.
Questa analisi non vuole avere la presunzione di dire a Pioli e al suo staff cosa fare, ma far capire che c’è un problema importante in queste situazioni. Poi che possa essere risolto con un uomo in più a zona, con un tipo di difesa diverso ecc. è ovviamente una scelta di Pioli, ma di sicuro è un qualcosa su cui lavorare da subito.








