Bilancio Milan – Perché è la strada corretta

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Il Milan ad ottobre ha presentato il bilancio chiuso il 30/06/2023 quindi quello relativo a tutto ciò che è avvenuto nel periodo 01/07/2022 – 30/06/2023. E’ stato un bilancio record chiuso con:

  • 404,5 milioni di ricavi complessivi;
  • 174,9 milioni di cui 87 dai diritti tv della Serie A e 87,9 da quelli della Champions;
  • 72,8 milioni di botteghino;
  • 80,8 milioni di entrate da sponsorizzazioni, SENZA i rinnovi di Puma ed Emirates che valgono dal 01/07/2024 e che porteranno questa voce ad oltre 110 milioni sul bilancio 23/24 che si vedrà ad ottobre 2024;
  • 46,5 milioni di entrate commerciali, anche questo dato destinato a salire.

Per quanto riguarda i costi, si è chiuso con:

  • 389,6 milioni di costi complessivi;
  • 174 milioni di costo del personale di cui 150 per calciatori e staff;
  • 71,3 milioni di ammortamenti e svalutazioni;
  • 99,7 milioni di costi servizi (es. hotel, aerei, bollette ecc);
  • 10,8 milioni di commissioni verso procuratori.

Dopo aver visto questa panoramica, un altro dato importante è quello del Patrimonio Netto pari a 177,2 milioni, aumentato anche grazie a un versamento di 40 milioni da parte di Redbird per l’affare stadio (progetto, consulenze, terreni ecc). La Posizione Finanziaria Netta si attesta a 10,8 milioni con circa 80 milioni di liquidità disponibile. La parte debitoria verso banche, bond, debiti verso soci, obbligazioni varie è pari a ZERO. Sono presenti solo 71 milioni di attività di factoring che non è altro che anticipazione di crediti. Per fare un esempio comprensibile a tutti, se un club sa che riceverà i premi UEFA in febbraio e volesse avere qualche mese prima quei soldi perchè magari ha necessità di liquidità per il calciomercato, se li fa anticipare da enti che appunto fanno questo.

Un bilancio quindi chiuso con un utile di 6,1 milioni, con un miglioramento di oltre 70 milioni rispetto al -65,5 dell’esercizio precedente. A far impressione è anche la crescita nel fatturato che passa da 297,6 a 404,5 ma anche la crescita dei diritti tv da 133 a 175 circa e le sponsorizzazioni/commerciale in crescita di 44,4 milioni. Ricordiamo che questo bilancio è stato chiuso sostanzialmente senza plusvalenze (200 mila euro) rispetto ai circa 5 milioni dell’anno precedente.

La prospettiva per il 23/24 è di provare a toccare quota 500 milioni. Non sarà facile con l’eliminazione nella fase a gruppi di UCL, ma con un buon cammino in UEL la differenza con la passata stagione potrebbe assottigliarsi. In compenso ci sarà una grande plusvalenza data dall’affare Tonali e una continua crescita nella parte commerciale. Basti pensare anche solo all’impatto che ha avuto Pulisic sul mercato USA. Un acquisto ottimo in campo, con un upgrade enorme rispetto allo scorso anno, ma anche un impatto enorme sul lato economico.

Perché è la strada corretta?

Una delle “mode” dei tifosi rossoneri negli ultimi anni è stata quella di dire “lo scudetto del bilancio”, anche se in realtà, prendendo gli ultimi anni partendo dal post-lockdown, sono stati fatti gli stessi punti in campionato dell’Inter ed è stato vinto uno scudetto come l’Inter. E senza alcuni errori di gestione e preparazione atletica, probabilmente si sarebbero potuti avere anche altri titoli minori. Ma il percorso è quello corretto perché dà delle basi solide che permettono in modo duraturo di restare al vertice. La forza della squadra si vede anche dal fatto che in una stagione come quella attuale, con record di infortuni e gravi problemi di gioco, la squadra è comunque ben salda al terzo posto con una media punti simile all’anno dello scudetto.

Avere le basi significa sapere come si cresce e come sarà il club tra 5 anni. È facilmente presumibile che il fatturato continui a salire e il livello di rosa e allenatore salga, così come è presumibile uno stadio di proprietà con intorno stadio, che aumenterà in modo drastico il gap rispetto alle altre. E tutto questo si può fare benissimo tenendo i conti in ordine. È proprio quella la chiave della stabilità. Guardando dall’altra parte della città, si può vedere come l’Inter abbia invece gravi problemi di stabilità. Tra sponsor e commerciale, rispetto al Milan, risulta indietro di circa 50 milioni e potrebbe anche sfiorare i 100 di distanza nel 23/24. Ha dei costi da 465 milioni che sono ancora totalmente sproporzionati rispetto al fatturato da 387. Ha 807 milioni di debiti di cui circa 400 sono del bond in scadenza a maggio. Ha una proprietà che non può saldare il prestito di Oaktree, ma può solo chiedere di rifinanziarlo (cosa molto complessa) e qualora venga pignorato il debito RESTA. Quindi Oaktree o lo stesso Zhang possono trovare un compratore che però dovrebbe appunto rendere i 400 milioni a Oaktree, più un aumento di capitale da 350 milioni circa e questo solo per prendere il comando. Più pagare 415 milioni verso Goldman Sachs da restituire entro il 2027. Il tutto avendo in mano un club che continua a bruciare soldi, con età media da abbassare e una parte commerciale che già ha un gap che inizia ad essere notevole col Milan. E ovviamente senza stadio.

È chiaro che sia una situazione pesante, che non può dare stabilità. In questo clima di incertezza anche le aziende hanno ovviamente più timori a legarsi all’Inter come sponsor e chi lo fa sceglie comunque cifre nettamente inferiori al Milan. Basti pensare la differenza di compenso tra quello che dà Paramount+ all’Inter e quello che dà Fly Emirates al Milan. Al momento l’Inter sta riuscendo a sopravvivere con buone cessioni e parametri 0, sperando di non sbagliare e di andare avanti di anno in anno. Nessuno può dare una previsione però di dove sarà l’Inter tra 5 anni, in realtà neanche dove sarà tra 1. Dal lato campo, AL MOMENTO (vedremo a fine anno), è davanti; dal lato economico è già parecchio indietro.

Il lato economico è quello che permette stabilità, progettualità. Per questo il percorso del Milan è la via corretta. Per chi si augura gli arabi, deve ricordare che dal 12 luglio 2023 è attiva una legge della UE che impedisce ai fondi statali extra UE di effettuare aumenti di capitale su aziende (esempio i club) in territorio UE. La Liga ha già aperto una causa contro il PSG e non può avere alcun senso per gli arabi investire in territorio UE o, se lo facessero, dovrebbero comportarsi come qualsiasi altro club senza usare fondi statali che non è il loro modo di agire.

Il futuro è roseo e la crescita, nonostante i problemi di questi 12 mesi, è costante e rapida. Siate orgogliosi di questo. Lavorare con serietà, progettualità, competenza, ha sempre un valore immensamente superiore rispetto a cercare sotterfugi contabili e porta alla lunga a risultati immensamente superiori. Questo vale in ogni campo, incluso nel calcio.

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