Come ogni anno, Deloitte fa un report chiamato Football Money League che analizza tutti i club economicamente. La prima cosa che si nota nel rapporto è come i primi 20 club europei nel 22/23 abbiano avuto un incremento notevole rispetto agli anni passati. Se questo è normale rispetto al periodo pandemia, fa riflettere la crescita rispetto al 2019. Infatti all’epoca erano stati generati ricavi per 9,2 miliardi dai top 20, mentre ora la cifra ha toccato i 10,5 miliardi complessivi. 1,9 miliardi vengono da ricavi dalle partite dopo la riapertura degli stadi a pieno regime post covid. Una domanda di biglietti crescente e un costo degli stessi aumentato da parte dei club, portano 13 dei primi 20 club ad avere incrementi considerevoli.
I ricavi commerciali hanno toccato quota 4,4 miliardi. 17 club su 20 hanno aumentato i ricavi su questa voce, mentre i ricavi da diritti TV sono sostanzialmente stabili per tutti, eccetto per la Premier League che ha incrementato notevolmente la vendita dei diritti in ambito internazionale.

Guardando la panoramica dei ricavi, si nota come il Real Madrid sia in testa con ricavi da 831,4 milioni, una cifra enorme. I primi 10 club, tra cui soprattutto inglesi, Real Madrid, Barcellona, Bayern Monaco e PSG, hanno tutti ricavi nettamente superiori ai 500 milioni, con i primi 5 che hanno ricavi medi da 800 milioni. Questo fa capire l’enorme distanza che attualmente c’è con i nostri club, ma i numeri del Milan sono di crescita pazzesca. Avevamo analizzato a più riprese l’ottimo lavoro del club QUI o QUI ad esempio e in più riprese analizzata la crescita commerciale soprattutto in territorio USA.
Una delle cose che più fa riflettere è come analizzando le varie posizioni, si noti come il Leeds retrocesso sia davanti all’Ajax arrivato secondo nella Eredivisie e come tutti i club inglesi tra la 21ma e 30ma posizione non partecipino alle coppe, mentre ci partecipano quelli degli altri paesi. Questo fa riflettere perché significa che in tutti i paesi il risultato di campo influisce moltissimo nel fatturato. E questo lo abbiamo potuto vedere anche con il Milan nella scorsa stagione con la semifinale di Champions. Le prestazioni in campo sono necessarie sostanzialmente per tutti, eccetto gli inglesi che possono sopportare anche una stagione fallimentare.
I numeri del Milan

Come si vede dalla grafica di Deloitte in riepilogo, la crescita del Milan è imponente. Si parla di +50% su base annua, una crescita pazzesca. Quello su cui soffermarsi è soprattutto l’aspetto commerciale che certifica la bontà del lavoro extra-campo. Il Milan è passato da una cifra tra 60 e 70 milioni nell’epoca pre-covid/pandemia ai 79 milioni del 21/22 e ha toccato i 124 nel 22/23 con un balzo enorme. Ben 45 milioni in più dal reparto commerciale in un solo anno, ma non finisce qui. Perché già sappiamo che questa stagione in corso entreranno gli aumenti (raddoppio) degli accordi con Puma e Emirates che solleveranno di almeno 30 milioni ulteriori, senza contare il boom di vendite nel mercato americano trainato dagli acquisti di Musah e soprattutto Pulisic e senza contare tutte le altre sponsorizzazioni/partnership e iniziative in tutto il mondo che stanno sollevando gli introiti commerciali da ogni area del mondo. Rapportato ai numeri delle altre italiane, si nota come la Juventus (che ha lo stadio di proprietà e ancora sponsorizzazioni a cifre molto alte dal “periodo Ronaldo” che termineranno a breve) sia ancora avanti rispetto al Milan, mentre l’Inter nel commerciale ha ricavato solo 73 milioni cioè ben 51 meno del Milan ed è una cifra destinata a crescere in modo vertiginoso.
In sintesi, il Milan è in un percorso di crescita verticale e continuo che si riflette anche nella qualità poi dei giocatori e quindi della qualità della squadra. Un monte ingaggi in crescita sempre rapportato al fatturato, conti quindi in ordine, nessun tipo di debito bancario e continui investimenti. Ricordiamo che Redbird ha immesso 40 milioni soprattutto per la questione stadio oltre che permesso un saldo negativo sempre intorno ai 50 milioni nel calciomercato, saldo che se vedessimo gli ultimi 5 anni, fa balzare il Milan in top 5 al mondo come investimenti fatti. Questi sono numeri chiari che dimostrano come la proprietà stia generando introiti che reinveste costantemente nella squadra e in strutture (esempio nuovo stadio) che permetteranno una crescita ulteriore del club. Continuando così sul medio termine la prospettiva è quella di creare un solco enorme con le altre italiane, potendosi permettere investimenti sempre maggiori e una stabilità che permetterà di stare sempre al vertice.
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