Aggiornamento riforma campionati

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Il 10 gennaio avevamo parlato dell’idea che circolava in Federazione per la riforma dei campionati (clicca qui per l’articolo). Arrivano tramite Il fatto quotidiano degli aggiornamenti in merito alla situazione. Gravina sta preparando il piano di sostenibilità economica da presentare al Governo con tutte le riforme per il nostro calcio.

Nel documento da presentare al Governo, a quanto filtra, si passerebbe da 100 a 80 società professionistiche, di fatto toccando solo la Serie C e non Serie A e B. Praticamente la C perde 20 squadre, cioè l’attuale numero che compone un girone. Inoltre non esisterebbe più la Lega Pro come organismo di rappresentanza, ma verrebbe accorpata alla Lega Serie B.

Potere politico

Nella suddivisione dei poteri verrebbe dato più valore alla Serie A, che tiene sempre il 12% ma al quale va aggiunto il calcio femminile che vale il 6%, quindi aumenta il peso della Lega Serie A dal 12 al 18% nelle decisioni federali. La Serie B (che racchiuderebbe B e C) al 12%, i dilettanti al 30%, calciatori al 19%, allenatori al 9% e arbitri al 2%.

Retrocessioni

Cambia il sistema delle retrocessioni con le ultime due a retrocedere direttamente e un playout tra 17ma e 18ma. Idem le promozioni, 2 dirette e playoff solo tra terza e quarta. Altra cosa a cambiare è il paracadute per le retrocesse da 60 a 30 milioni. Quindi meno soldi alle retrocesse, cosa che renderà certamente più traumatico andare in Serie B.

Coppa Italia

Riforma anche per la Coppa Italia che dovrebbe restare a gara secca, ma con dentro tutte le società professionistiche.

Lato economico

Si punta a norme più rigide per iscriversi ai campionati aggiungendo all’indice di liquidità anche parametri sul patrimonio netto che dovrà essere positivo e ripianare perdite entro 4 mesi dalla chiusura del bilancio in caso di perdite. Queste norme però dovrebbero entrare in vigore tra qualche anno perché diversi club non sono attualmente nelle condizioni economiche per rientrare in questi parametri e gli si daranno 2/3 anni per adeguarsi. Ad esempio Inter e Roma sono in una situazione economica tale che non potrebbero iscriversi al campionato con queste regole.

Giovanili

Si vuole aumentare in lista il numero di giocatori cresciuti nel vivaio da 4 a 6 elementi, oltre a dare incentivi per la creazione delle seconde squadre, incluso condivise tra 2 club se qualcuno non volesse intraprendere questo percorso da solo o non avesse un serbatoio tale da permettersi di avere una U23 che possa reggere un campionato di Serie C. Nel caso del Milan si sta già muovendo per creare appunto la squadra B già per la stagione 24/25. Inoltre c’è anche una proposta per incentivare l’uso di giocatori del vivaio con un credito fiscale tipo Decreto Crescita che favorisca fiscalmente tenere dei giovani cresciuti in Italia.

Richieste al governo

La Federazione chiederà al Governo soprattutto di sbloccare la situazione stadi con una cabina di regia del Governo per evitare le solite situazioni a livello locale. Chiederà inoltre di rimuovere il blocco sulle pubblicità delle agenzie di scommesse e chiederà di poter inserire clausole di rinnovo automatico dei contratti in modo che si estendano anche oltre i 5 anni di legge. E avere sgravi fiscali sui giovani, ancor di più visto che è stato rimosso il Decreto Crescita (per ora).

Saranno mesi caldi per queste riforme, ma la direzione su cui si lavora attualmente è questa. Restiamo in attesa di aggiornamenti.

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