De Ketelaere – Perché non può essere un rimpianto

4–6 minuti

Nell’ultimo periodo è diventato un argomento sfruttato dal giornalismo italiano per creare interazioni spaccando il popolo milanista. Chi lo usa come pretesto per supportare il lavoro di Maldini, chi al contrario lo scredita nonostante stia facendo bene, chi accusa l’attuale società di averlo ceduto, ma il risultato è che è diventato un argomento divisivo capace di creare dibattito e questo fatto viene sfruttato dal giornalismo.

Chiunque avesse seguito le nostre analisi nella scorsa stagione sul nostro gruppo Facebook prima di aprire questo sito, potrà ricordare quanto abbiamo insistito sui compiti non adatti alle caratteristiche del ragazzo. De Ketelaere è un giocatore offensivo e da tale va trattato, non gli si possono chiedere compiti da centrocampista perché non è un centrocampista.

Avere qualità tecniche importanti e una buona visione di gioco, non fanno di un giocatore automaticamente un centrocampista, ancor meno nel calcio moderno, ancor meno in un tipo di calcio come quello che in questi anni ha fatto il Milan.

Il suo rendimento in termini di reti e assist non è nemmeno paragonabile, visto che in questo momento viaggia a una media di 0,85 G+A ogni 90 minuti, cioè praticamente in media partecipa direttamente a una rete che sia come marcatore o come assistman in 9 gare su 10 che gioca. Al Milan con 0,08 significa nemmeno 1 gara ogni 10, il tutto solo grazie a 2 assist in tutta la stagione passata. E’ una differenza di rendimento abissale, ma entrando più nello specifico possiamo notare come sia cresciuto sotto ogni aspetto. Il numero di Xg è cresciuto da 0,16 ogni 90 minuti a 0,35. Il numero di Xa da 0,16 a 0,28 di fatto raddoppiati. Anche la voce gol-Xg mostra un segno positivo di 0,5 cioè sta concretizzando più di quello che dovrebbe, anche se lievemente e questo significa che sta ritrovando quel cinismo che a Milano aveva smarrito terminando con -2 l’annata.

Altro dato interessante è come abbia aumentato il numero di passaggi progressivi da 4,76 a 5,50 a gara il tutto nonostante occupi una posizione più avanzata in campo. Altro numero che fa riflettere è come con lui in campo l’Atalanta realizzi 1,09 reti in più su 90 minuti rispetto a quando lui non è in campo e questo fa capire quanto sia entrato nei meccanismi di Gasperini e quanto la sua presenza faccia la differenza rispetto a quando manca. Al Milan questo numero stava a 0, cioè la sua presenza o assenza non cambiava nulla offensivamente alla squadra.

Questi i grafici del giocatore al Milan come centrocampista offensivo e all’Atalanta come punta/seconda punta

Credit Data MB

E’ abbastanza evidente che essendo grafici relativi ai percentili sulle caratteristiche principali per il ruolo confrontato ai pari ruolo nei top 7 campionati, quello che gli veniva chiesto al Milan non stava nelle sue corde, mentre quello che gli viene richiesto ora lo fa rendere al meglio. Lo stesso giocatore lo ha detto recentemente in un’intervista: “Questa posizione mi dà più forza. Io non sono un giocatore che può correre 12 km, ma posso fare molta intensità e in questa posizione riesco a fare più questo e quindi mi sento anche più forte nell’azione che faccio”.

Perché non può essere considerato un rimpianto

Dopo aver visto bene tutti i progressi e le cause tattiche del rendimento scadente in maglia rossonera, bisogna però anche analizzare altri aspetti. Giocare a Bergamo non è lo stesso che giocare a Milano ed è il motivo per cui nella storia tanti buoni giocatori in provincia non sono mai esplosi in top club o quando il livello si sollevava troppo. In maglia rossonera si notava come il ragazzo si sentisse sotto pressione e avesse quasi timore nel giocare la palla. In Belgio una delle cose su cui insistono è il dare spazio ai giocatori con talento ma discontinui proprio per creare attitudine alla fiducia. Se sbagli non succede nulla, devi prendere consapevolezza dei tuoi mezzi fino a trovare continuità. Non ci sono pressioni.

De Ketelaere forse aveva solo necessità di un allenatore e di un ambiente che gli dessero fiducia senza pressioni. Il Milan è forse la società in Italia che ha la maglia più “pesante”, basti ricordare cosa disse lo stesso Zaccheroni che ha allenato tutte le tre big italiane: “Ho visto capitani di nazionali aver paura ad entrare a San Siro. Ho allenato tante squadre, ma nessuna maglia pesa come quella del Milan”.

Al Milan CDK ha trovato un ambiente che pressa e non ha pazienza (si fischiava pure Seedorf…), una stampa in questo momento storico non proprio benevola politicamente verso l’ambiente Milan, un allenatore che lo ha usato in una posizione e con compiti poco consoni alle sue caratteristiche e che dopo poco tempo lo ha relegato in panchina di fatto non dandogli la fiducia di cui si parlava precedentemente.

Ma proprio per l’incapacità di reagire alla pressione ha reso ancora meno rispetto a quello che poteva. Questo aspetto si potrebbe serenamente ripresentare. Oltre che in questo momento non potrebbe avere spazio, perché non può togliere il posto a Leao o Pulisic e nemmeno avere sulle spalle il peso dell’attacco rossonero. Potrebbe essere una buona alternativa, ma tornerebbe a porsi il problema caratteriale e della poca fiducia. Oltretutto bisogna essere felici se il ragazzo fa bene a Bergamo perché se facesse male, il Milan si troverebbe a giugno un giocatore sfiduciato e invendibile senza fare minusvalenza. Facendo bene invece garantisce al Milan 23 milioni più i 3 del prestito più bonus e % su una futura rivendita di fatto recuperando tutto l’investimento fatto.

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