Terminata la settimana con le coppe europee, l’Italia resta al comando del ranking annuale europeo con ancora tutte le 7 squadre in corsa nelle competizioni europee.

Il ranking annuale questa stagione è molto importante perché determina uno slot in più nella Champions per le nazioni che termineranno ai primi due posti. Come si vede dalla tabella, L’Italia con 14.714 è saldamente prima seguita da Germania con 13.928 poi Inghilterra con 13.875 e Spagna con 12.937
Nella scorsa stagione era stato fatto un grande punteggio da parte delle nostre squadre, secondo solo all’Inghilterra per pochi punti. L’Inghilterra come fatturato dei propri club non ha paragoni con il resto dell’Europa, basti pensare che come diritti tv incassa 1,87 miliardi all’anno e che dal 2025 la cifra diventerà 1,95 annui fino al 2029. Nel mentre la Serie A di base incasserà 900 milioni quindi meno della metà.
Questo fa capire la distanza attuale tra quello che incassano i nostri club e quelli inglesi, ma bisogna aggiungere tutto il resto. Mancano stadi, strutture in generale e anche il marketing è per molti club attuato con logiche ben poco moderne. Questo porta una differenza di fatturato tra i club della Serie A e quelli della Premier League, immensa. Eppure questa distanza sul campo non è così ampia.
In tutti i paesi quello che in questi anni ha fatto la differenza è la presenza di almeno un top club con stelle nel proprio organico e fatturato top a livello europeo. Tralasciando le inglesi, in Spagna Real Madrid e Barcellona, in Germania il Bayern Monaco, in Francia il PSG. In Italia nessun club si avvicina a quel tipo di fatturati e quindi alla presenza di certi campioni in rosa. Ma il livello medio dei risultati delle squadre italiane è assolutamente pari o al di sopra. I risultati in questo non mentono. Ma analizziamo anche altri dati.

Secondo una ricerca effettuata da SkillCorner commissionata dal CIES, si può notare come la Serie A sia il secondo campionato nei top 5 come metri in sprint (velocità superiore a 25 Km/h) percorsi da ogni giocatore. In Inghilterra con quasi 200 metri a gara medi per ogni giocatore, sono primi in questa stat, ma l’Italia è nettamente seconda, ben staccata dagli altri campionati.
Questo significa che l’intensità delle gare in Serie A è seconda solo alla Premier e non è un caso se proprio questi due paesi sono i migliori in Europa nelle ultime stagioni come risultati medi, come visto prima dal ranking.
Cosa manca alla Serie A?
Come abbiamo visto l’Italia è in crescita negli ultimi anni come intensità del gioco delle proprie squadre e come risultati a livello europeo con ottimi piazzamenti anche se poche coppe vinte, escludendo la Conference sollevata dalla Roma nel 21/22.
Tatticamente le nostre squadre sono tra le più preparate in assoluto e spesso le gare di Serie A sono di estrema difficoltà tattica. Quello che attualmente manca è avere i 3 top club con strutture all’avanguardia e fatturati al top. Questo a cascata farebbe crescere tutto il movimento. Avere fatturati alti porterebbe alla presenza di campioni nel nostro campionato, sponsor che investono nelle nostre squadre creando quel circolo che porta ad innalzare sempre più i compensi. Più campioni e strutture all’avanguardia significa vendere meglio i diritti tv di conseguenza portando soldi a tutto il sistema, oltre che sollevare qualche coppa in più.
L’errore che non bisogna mai fare però è quello di pensare che la Serie A sia un campionato scarso. Non avere campioni assoluti non significa che sia un campionato scarso. E’ una lega piena di problematiche e che è ancora gestita in maniera medievale sotto tanti aspetti, con squadre piene di problemi economici, ma con un livello tecnico-tattico e di intensità che è ad oggi inferiore solo alla Premier che però fa storia a sé.
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