Analisi tattica Monza-Milan 4-2

3–4 minuti

Diventa complesso parlare di tattica in senso stretto dopo la gara col Monza. Pioli sceglie di cambiare tutto l’attacco insieme, di tornare a giocare col doppio play tecnico, cercare di dominare il gioco con una difesa altissima rilanciando Thiaw da titolare dopo 3 mesi di assenza. Razionalmente la prima cosa da notare è proprio la gestione della rosa con il doppio impegno, argomento trattato in questo articolo (clicca qui).

Il Milan si presentava con una coppia di centrali poco veloci, ma con una difesa altissima e un centrocampo a due con giocatori che per caratteristiche non riescono a coprire il campo in transizione difensiva. Thiaw per ovvi motivi dopo 3 mesi di assenza stava molto indietro di condizione ed è quantomeno azzardato dopo una settimana di allenamento, proporlo come titolare per 90 minuti. Davanti tutto l’attacco è stato rivoluzionato. Come scritto nell’editoriale, quella non si chiama gestione della rosa, ma un semplice turnover non ragionato.

Credit Lega Serie A

Tralasciando l’errore di Thiaw sul rigore che nasce da un ritardo di condizione che porta le gambe a rispondere in maniera diversa dal solito e quindi fare errori di valutazione, l’immagine sopra è l’inizio dell’azione da cui nasce il gol del 2-0. Il Milan attacca con 8 giocatori tra trequarti e area avversaria.

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Persa palla viene immediatamente effettuato un lancio lungo. Bennacer non riesce ad intervenire né a recuperare successivamente rincorrendo l’avversario.

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Il pallone arriva a Mota che in uno contro uno si crea lo spazio, calcia e segna. La squadra risulta squilibrata e con poca capacità di assorbire le transizioni. Bennacer è un ottimo recuperatore di palloni, ma non ha capacità di coprire il campo in transizione. Non va confuso il saper fare filtro a difesa schierata con la capacità di saper coprire il campo sulle transizioni.

Bakayoko è stato l’esempio più lampante in questi anni di un giocatore che faceva filtro con buone letture e presenza fisica con Gattuso allenatore, per poi avere difficoltà immense in un gioco con continue transizioni con Pioli. Nella scorsa gara col Napoli, il Milan ha subito poco perché pur scegliendo Adli e Bennacer insieme in mezzo, ha tenuto la squadra più bassa e facendo il 39% di possesso. Quindi finché dovevano fare filtro contrastando a difesa schierata muovendosi di letture, lo hanno fatto discretamente bene. Il problema è che il Milan normalmente comanda il gioco, pressa e sta alto. Quindi si espone a ripartenze che né Adli, né Reijnders e né Bennacer possono assorbire perché non hanno quelle caratteristiche.

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Qua vediamo nella gara col Napoli una delle poche transizioni concesse. Bennacer parte nettamente in vantaggio sull’avversario mentre la palla è sui piedi di Simeone.

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Nonostante lo sforzo immenso, viene agevolmente superato dal giocatore del Napoli perché per caratteristiche fisiche in campo aperto non può reggere. Mentre giovedì avevamo visto Musah contro il Rennes.

Credit UEFA

Musah parte DIETRO gli avversari, ma in campo aperto recupera e contrasta.

Credit UEFA

Le caratteristiche dei giocatori contano e se si chiede ad un giocatore di fare un qualcosa che non è il massimo per lui, se ne prendono le conseguenze. Col Monza Bennacer non riesce a reggere su Colpani che gli va via e crea il 2-0.

La speranza per le prossime gare è quella di vedere un turnover meno marcato, perché la rosa è molto valida e profonda, ma non possono tutti essere messi insieme dopo mesi senza giocare titolari, con evidenti problemi tattici e giocatori al rientro dopo 3 mesi. Il turnover logico è cambiare 3 giocatori tra una gara e l’altra, non oltre. E iniziare a dare a Musah lo spazio che merita, possibilmente con una mediana più spesso a 3 in linea per coprire meglio l’ampiezza e ridurre il carico di lavoro che svolgono le ali.

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