Gap economico diritti TV

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Perché in Serie A non vedremo, né dovremo pretendere top player per i prossimi anni? Partiamo da questa tabella che abbiamo elaborato prendendo in esame le top 5 inglesi, top 3 spagnole e top 5 italiane

Come si può notare le inglesi nel 22/23 hanno guadagnato da diritti tv una cifra 2,5 volte superiore a quella dei club italiani come diritti tv dei rispettivi campionati. La Serie A ha appena siglato l’accordo fino al 2029 per 900 milioni annui (in calo) più i diritti esteri su cui avrà più opportunità rispetto al passato, ma nel complesso sostanzialmente saranno stabili. Questo significa che difficilmente fino al 2029 vedremo i nostri top club sfondare quota 100.

Nel mentre la Premier ha firmato accordo che passa da 1,87 a 1,95 miliardi annui dal 2025 al 2029. Questo significa che oggi vediamo i club inglesi incassare circa 200 milioni, nei prossimi anni diventeranno di più. L’ultima della Premier, quella che incassa meno, ha incassato oltre 116 milioni e col nuovo accordo probabilmente toccherà i 125-130 milioni. Parliamo di 30-50 milioni più di chi sta al top in Italia.

Real Madrid e Barcellona riescono a tenere il passo grazie a una redistribuzione in Spagna che li favorisce e un contratto per i diritti tv della Liga superiore a quello italiano anche se distante anni luce dalla Premier.

Oltre questo bisogna tenere in conto che i nostri club faticano ad avere stadi di proprietà con tutto l’indotto che ne deriva. Lo stadio non è solo uno strumento per creare un indotto diretto dal matchday, ma averlo di proprietà con intorno stadio, porta a sfruttare tutto 7 giorni su 7 e poter anche creare più facilmente iniziative con gli sponsor che chiaramente generano un indotto. Senza contare anche che gli stessi sponsor sono più propensi a investire su un club con lo stadio proprio perché è un club più stabile.

Diventa poi un circolo virtuoso perché più soldi degli sponsor e dallo stadio portano maggiori possibilità economiche che a loro volta permettono giocatori migliori e più “mediatici”. Quindi le televisioni sono spinte a pagare di più per trasmettere un prodotto migliore, da stadi moderni e con giocatori migliori. E gli sponsor a loro volta più aumenta la visibilità e più pagano.

Il calcio italiano per i prossimi 5 anni sicuramente vedrà il gap con le inglesi aumentare, eccetto magari per casi limite come il Milan che sta valorizzando al massimo il brand su vari mercati e forse riuscirà a costruirsi lo stadio. La riflessione generica è che mediamente il decennio nel quale provare a invertire la tendenza è quello 2030 in poi se parliamo di club italiani in senso generico. Poi ci potranno sempre essere delle eccezioni che pur restando dietro come fatturato, riescono tutto sommato a reggere il confronto da un punto di vista sportivo, lavorando con un fatturato comunque alto e competenze su campo e calciomercato. Ma in linea di massima il calcio italiano non potrà permettersi top player mondiali e verrà sempre visto come un calcio di passaggio finché non riusciremo a invertire la tendenza. Euro 2032 può essere l’occasione per dare una svolta sugli stadi e quantomeno riuscire a mettere i primi mattoncini per cambiare le cose.

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