Ulteriori precisazioni sul tema PIF-Cardinale

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Stanno ovviamente circolando smentite, cosa assolutamente normale, sui contatti tra Cardinale e PIF. La notizia data da Il sole 24 ore può essere o meno veritiera e non è questo il punto della questione, ma le motivazioni che vengono date alla base delle smentite.

Cardinale per sua stessa ammissione è verissimo che ha detto che è stato lui a volere il vendor loan con Elliott e che manca tanto tempo alla scadenza, quindi non ha fretta. Ma ha altrettanto detto che cerca investitori, d’altronde un fondo lavora in questo modo. E entro 16 mesi i famosi 550 milioni più interessi vanno restituiti a Elliott. Il vendor loan è un modo intelligente di strutturare un’operazione come la compravendita del Milan. E’ più conveniente avere 550 milioni ad un buon tasso di interesse o avere immediatamente quei soldi da un investitore che normalmente vuole averne un guadagno del 12% ? La risposta è chiara, ma non è questo il punto del nostro articolo.

E’ quindi chiaro che Cardinale cerca dei soci, come è chiaro che ha pubblicamente detto che non vuole perdere il controllo del club, quindi si parla di quote di minoranza. Non ha fretta di estinguere il debito con Elliott, ma deve estinguerlo. Oltre che in una recente intervista, anche Furlani stesso parla del fatto che si lavora su un’espansione in medioriente, dopo che Cardinale stesso ha parlato dei suoi legami in vari paesi mediorientali con una recente apertura di un ufficio Redbird a Riad. Cosa c’è di meglio di un socio mediorientale per espandersi in medioriente?

In alcuni articoli si parla di smentita anche per una questione di multiproprietà, ma proprio in questo tema è Redbird stesso ad essere stato un esempio su quanto sia facile bypassare il problema. Tenendo quota di minoranza il problema non si pone, ma anche gli arabi volessero fare una scalata graduale, non sarebbe comunque un problema e il caso Milan-Tolosa dell’estate 2023 ne è l’esempio. E’ bastato cambiare il veicolo proprietario e alcuni membri del C.d.A. per dimostrare che pur con la stessa proprietà, questo non avrebbe in alcun modo influenzato a livello sportivo, infatti Milan e Tolosa avrebbero pure potuto giocare contro nelle coppe europee. Quindi le multiproprietà sono ammesse e non può essere un problema avere Milan e Newcastle, al massimo non potrebbero vendersi giocatori una con l’altra.

In conclusione Cardinale cerca investitori per quote di minoranza e stadio, guarda al mondo arabo per sua stessa ammissione, non ha fretta avendo 16 mesi di tempo, ma deve trovare una soluzione. Poi che questa si chiami PIF come dice Il sole 24 ore o abbia altri nomi si vedrà. Ma l’ostacolo non è certamente una possibile multiproprietà.

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