“Di solito difendiamo con due linee in quelle situazioni, ma i ragazzi si sono sentiti di difendere con una.”.
Questa la dichiarazione post gara di Pioli. Una dichiarazione che significa solo una cosa, cioè che la squadra spesso in campo fa di testa propria. Se lasciare libertà nell’ultimo terzo di campo può avere anche aspetti positivi per non imbrigliare la fantasia e il talento offensivo di certi giocatori, molto diversa è la situazione in fase di non possesso o ancor di più su palle inattive. La squadra dovrebbe sapere perfettamente come muoversi senza palla, che princìpi adottare e come difendere su palla inattiva. E’ totalmente INAMMISSIBILE che una squadra scelga su palla inattiva di adottare una soluzione diversa da quella preparata. Anche soprattutto perché è una soluzione scelta in quel momento per superficialità.
Da parte nostra non c’è mai stata alcuna crociata contro Pioli, c’è solo una constatazione dei fatti. Questa stagione si sono visti un numero incredibile di infortuni muscolari, su cifre quadruple rispetto ad alcuni competitor e ricordiamo lo staff e la preparazione vengono scelti da Pioli che ne è totalmente responsabile. Si è visto il Milan avere alcuni tipi di problemi e questo è normale durante una stagione, ma quello che non è stato normale è l’incapacità di risolverli. Non è un termine per screditare il lavoro svolto, ma letteralmente se un problema permane per mesi/anni, significa o che non viene ritenuto un problema (cosa che non può essere) o che non si è avuta la capacità di risolverlo. C’è un pochissimo uso di Musah che è l’unico che sarebbe in grado di coprire il campo sulle transizioni difensive, problema mai risolto in tutto l’anno. Anzi, accettato al punto tale da dichiarare di voler fare un gol in più dell’avversario, come se prendere 1 o 2 reti a gara fosse la normalità.
Ci sono stati problemi sui piazzati sempre in fase difensiva. Ma proprio quando sembrava che la squadra stesse lavorando meglio su quelle situazioni, arriva la gara con lo Slavia con 2 reti incassate su palla inattiva. C’è una costante sensazione di giocatori con poche motivazioni, come se non fossero spronati a dovere. Cali di tensione incredibili soprattutto nei secondi tempi. Cali anche fisici intorno all’ora di gioco (basta vedere quante reti il Milan incassa tra il minuto 60 e 75) con timing dei cambi spesso rivedibile, come le stesse scelte sui cambi.
Stiamo vedendo una squadra con poco scaglionamento, poco movimento senza palla. Con lo Slavia abbiamo atteso 16 minuti per vedere una triangolazione con ricerca del terzo uomo con palla avanti, palla indietro, palla nello spazio con l’uomo che lo occupa. In casa con lo Slavia, 16 minuti per vedere una combinazione così, che non ha portato a nulla nel caso specifico, ma che dovrebbe essere una soluzione ben più frequente. Se non si creano e occupano spazi, come si può avere un gioco? Infatti non si ha un gioco corale. I giocatori sono forti e questo lo vediamo ogni gara. Anche con lo Slavia 4 gol con soli 2,45 Xg a dimostrazione che i giocatori riescono a segnare quasi sempre più di quello atteso perché qualitativamente sono sopra la media. Tutto frutto di iniziative individuali, di forza dei singoli. Una rete da gioco corale è difficilissimo vederla.
C’è da anni una difficoltà nell’affrontare squadre attendiste che concedono pochi spazi. Sono cambiati i giocatori, è stata innalzata la qualità singola e questo porta più vittorie a prescindere dal gioco perché i singoli riescono in qualche modo a far la differenza, ma non è mai stato trovato un modo per risolvere il problema alla radice, risolverlo col gioco. Il Milan riesce a giocare bene quando ha spazi, molto meno quando trova avversari che lo attendono facendo densità. Le mezze ali spesso sono scollate rispetto al play, stanno troppo alte e partecipano troppo poco alla costruzione. Questo porta a un giro palla difensivo che quasi sempre culmina con un lancio. Contro squadre attendiste si ha enorme difficoltà nel creare trame di gioco che possano esaltare i singoli come ad esempio Leao che è il giocatore più forte della rosa. Si fatica a generare spazi e coinvolgerlo nel gioco.
Quello che non bisogna perdere di vista è che questa rosa è una rosa da 80 punti in Italia CHIUNQUE sia l’allenatore. Una rosa attrezzata per fare un gioco migliore e anche avere una media punti migliore. Il compito di un allenatore è quello di dare un gioco che sia la base, motivare i ragazzi e gestire al meglio le scelte dello staff in modo che la squadra fisicamente sia ben allenata. In questa stagione abbiamo visto problemi su tutti questi aspetti che non sono stati risolti. E’ un dato di fatto, non è una questione personale. Poi si può vincere o perdere, ma il Milan deve avere un gioco per saper affrontare tutti gli stili avversari, una squadra ben allenata fisicamente e un allenatore che riesce a risolvere rapidamente i problemi che si vedono. Non vedere una squadra in autogestione in certe situazioni, con giocatori spesso con cali mentali.
Unico aspetto su cui non c’è colpa sono le prestazioni di Maignan che continua la sua stagione negativa. Anche ieri rete presa con Xgot di 0,06 cioè che mediamente il 94% delle volte quel tiro un portiere medio lo para. Appunto una prestazione in termini di reti evitate che parte da quel -0,94 e termina a -1,21, una prestazione estremamente negativa. In stagione guardando solo i top 5 campionati è in posizione 86 su 106 portieri come rendimento tra i pali (PSxG +/- /90) e questo è un dato secco, indipendente dal rendimento della difesa. Non è più una casualità, ma è un rendimento in continuo calo dallo scorso anno e vanno capite le cause. Che sia la preparazione o qualsiasi altra causa va capita e risolto il problema perché è difficile che un portiere come lui, con la sua professionalità, abbia un calo simile e progressivo dal termine del 21/22 ad ora.
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