Ieri è stata scritta la parola fine in modo definitivo alla stagione rossonera con l’eliminazione ai quarti di Europa League. Una stagione che si concluderà al secondo posto probabilmente, ma che per il potenziale della squadra è da considerarsi altamente negativa. Il mercato estivo ha sollevato di parecchio il livello, basti pensare a Pulisic (Saele), Chukwueze (Messias), Musah (Bakayoko), Jovic (Ibra out tutto l’anno), Okafor (Rebic), Sportiello (Tata), ma anche gli stessi Loftus e Reijnders che nei fatti hanno preso gli slot di Tonali poi squalificato un anno e Vranckx. La rosa è anche stata snellita rispetto all’anno prima e si è scelto per fortuna di rinunciare al trequartista offensivo alla Brahim o Cdk usando sempre 3 centrocampisti. A inizio stagione avevamo scritto: “la società ha scelto di tenere Pioli e noi scegliamo di fare un reset e valutarlo per quello che farà da ora in poi senza pregiudizi, ma zero alibi, questa squadra ha tutto per fare molto bene”.
Al termine della stagione, cioè ora, si può tracciare una linea e valutare il lavoro. Partiamo dal presupposto che il lavoro di un allenatore si deve guardare ANCHE dai risultati, ma non solo. Andiamo per gradi.
In Serie A il livello dei singoli del Milan e la profondità della rosa è talmente superiore a 13/14 squadre che a prescindere da come viene preparata la gara, alla fine si ottengono punti quasi per inerzia. Se guardassimo anche solo il valore attuale delle rose su transfermarkt, vedremmo come il Milan è secondo, ma ha un valore di rosa doppio rispetto a chi è settimo. E’ chiaro che una rosa di quel valore è quasi impossibile non entri nei posti Champions.
In Coppa Italia è arrivata subito un’eliminazione e poteva essere una bella occasione per vincerla soprattutto visto che anche l’Inter era stata eliminata. Invece eliminazione ai quarti.
In Champions si giocava il girone della morte e ci stava poter arrivare terzi, ma anche lì alcune decisioni come Krunic in difesa quando si è infortunato Thiaw, sono state nei fatti infelici.
Si arriva in Europa League e dopo gare sofferte con Rennes al ritorno, Slavia Praga in 10 che segna 2 reti a San Siro, si incontra una normalissima Roma con De Rossi che in 180 minuti distrugge tatticamente Pioli. Nella gara di ieri, in oltre un’ora in superiorità numerica, il Milan è riuscito nemmeno a creare 1 xG (0,97).
A inizio anno abbiamo assistito a una quantità di infortuni mai vista nella storia. Ovviamente non può essere sfortuna o casualità, ma frutto di errori nella preparazione o nella gestione post-gara come d’altronde ammesso dallo stesso Pioli. Se la preparazione è stata sbagliata, la responsabilità per ovvi motivi è del tecnico che è a capo dell’intero staff e deve approvare o meno qualsiasi cosa lo staff proponga.
Quindi facendo un bilancio sui risultati, fuori dalla Coppa Italia, fuori dalla CL, fuori dalla EL contro avversari alla portata. Secondo posto in serie A senza mai stare in lotta titolo e ottenendolo quasi per inerzia vista la differenza di singoli rispetto alla maggior parte delle squadre di serie A. Prima parte di stagione con infortuni a ritmo surreale.
Il lavoro di un tecnico non passa solo dai risultati, ma anche da come questi arrivano e quindi che basi riesce a creare. Un certo tipo di lavoro porta a delle basi solide di gioco che garantiscono alla lunga i risultati. Avere una squadra singolarmente forte sulla quale non è stato fatto un buon lavoro, porta magari a un piazzamento, ma sempre a prestazioni altalenanti e crolli nelle gare più importanti e difficili.
Il Milan ha solo 3 squadre che difensivamente hanno fatto peggio nelle gare in trasferta: Frosinone, Salernitana e Sassuolo che sono anche le ultime 3 in classifica. Avere un rendimento simile è un insulto per la storia del Milan ed è lo specchio di come Pioli non abbia mai trovato degli equilibri. Il Milan è a metà della classifica come xG concessi, sui livelli del Genoa. Sono numeri inammissibili quando si gestisce un club della caratura del Milan.
Offensivamente si è fatto meglio soprattutto per la qualità dei singoli. Si è faticato a vedere una fluidità di gioco e la forza dei singoli si è vista anche nel fatto che sono state segnate più reti di quelle attese.
Come è stato fatto un salto importante in alcuni elementi in campo, è arrivato il momento di farlo anche in panchina, oltre ovviamente a comprare quei 3 o 4 giocatori che possono colmare le lacune della rosa. La dirigenza ha scelto un anno fa di confermare Pioli vista la lunghezza e pesantezza del contratto, ora deve dimostrare che vuole fare un salto importante anche in panchina.
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