La nostra posizione sulla questione allenatore

5–7 minuti

Scriviamo questo articolo in modo da spiegare la nostra posizione e il perché sì o no sui vari nomi possibili.

Partiamo dal fatto che il Milan veniva da anni veramente bui, con conti disastrati, fatturato su livelli bassissimi, rosa con giocatori inadeguati e con un costo spropositato rispetto al valore. Partendo quindi dalle macerie è stato fatto un lavoro che ha ricreato una base, riportato i conti in equilibrio e la squadra ad arrivare con certezza nelle posizioni utili per andare in Champions League. Nel mentre il fatturato è in crescita rapida e costante, l’area marketing sta oggettivamente facendo molto bene e le prospettive economiche sono ottime.

Pioli è arrivato al Milan in un momento all’inizio di questo processo di ricostruzione dalle macerie ereditate. Ha fatto un buon percorso i primi anni, poi ha concluso il suo ciclo dopo lo scudetto ed è rimasto due stagioni in una situazione di ciclo ampiamente terminato che ha portato alle prestazioni di questa stagione.

Pioli è un buon allenatore di Serie A, lo è sempre stato in ogni piazza nella quale ha allenato. Come a suo tempo lo è stato Zaccheroni, autore al Milan di uno scudetto bellissimo, buon allenatore, ma certamente distante da quello che in quei tempi possono aver raggiunto allenatori di vertice vero come Ancelotti (fenomeno che resiste ancora oggi), Lippi, Ferguson ecc. Pioli è stata una scelta che alla fine ha rimesso il Milan sui binari corretti insieme al lavoro societario sul mercato, ma si è ormai arrivati ad un punto nel quale la squadra è diventata probabilmente “troppo” per lui. Rosa che inizia ad essere importante, piena di nazionali, con giocatori che sul mercato valgono parecchi soldi, ambizioni della tifoseria alte e pressioni generali sempre più alte. Una cosa è giocare una stagione per entrare nei primi 4 senza pressioni, un’altra è gestire la pressione di giocare per lo scudetto, con pretese anche di prestazioni di un certo tipo sotto il piano del gioco. Quella è la differenza tra i bravi allenatori e i top manager che non soffrono la pressione, anzi si esaltano quando la pressione aumenta.

Questi due anni sono stati abbastanza umilianti sotto certi punti di vista, soprattutto la fase difensiva su livelli non accettabili, per non parlare delle umiliazioni negli ultimi derby o di un gioco basato principalmente sulle qualità dei singoli. Per questo quello che è necessario in questo momento è una sola cosa e la scriviamo in rosso e in stampatello per essere chiara:

La squadra è una squadra forte che con 3/4 giocatori giusti può finire di completarsi. Serve un allenatore che sappia dare la mentalità giusta e che sappia dare un gioco consono. Vediamo i nomi uno ad uno, chi sarebbe un sì e chi un no e perché. Partiamo dai top:

  1. Conte: allenatore con grandissima esperienza, che ha vinto titoli e messo le basi per i titoli futuri anche una volta che lui è andato via. Tatticamente per sua stessa ammissione potrebbe voler provare anche un calcio diverso da quello fatto in passato. Certamente non sarebbe il profilo tatticamente in linea col calcio che il Milan aveva impostato in questi anni, ma potrebbe anche essere stimolato a non stravolgere un approccio offensivo, di pressing e di dominio, inserendo le sue idee e la sua mentalità. Per questo rappresenterebbe una certezza e sarebbe un sì senza alcun dubbio.
  2. Klopp: vuole stare fermo un anno e fino a prova contraria dobbiamo prenderlo per buono. La carriera parla per lui e i titoli vinti anche. Allenatore di caratura mondiale, ovviamente sarebbe un sì, anzi un magari fosse!
  3. Tuchel: ha vinto e saputo fare un calcio moderno. Ultimamente forse si è un po’ troppo chiuso nel suo stesso personaggio dimostrando poca flessibilità che gli ha fatto fare qualche stagione su livelli inferiori a quelli che avrebbe potuto fare. Certamente può ritrovarsi ed è comunque un allenatore importante. Non sarebbe un sì come nei primi due casi, ma non ci si potrebbe lamentare. Rispetto a Pioli sarebbe un salto in avanti molto importante.

Se non fosse possibile arrivare ad uno di questi profili top, il profilo su cui andare dovrebbe essere un allenatore giovane con le caratteristiche da allenatore che può fare una carriera importante.

  1. Thiago Motta: è stato giocatore di livello internazionale che saprebbe approcciare con giocatori importanti e in ambiente importante. A Bologna ha creato una squadra con un gioco moderno, efficace. Una squadra compatta, ben allenata, con idee all’avanguardia. In questo caso meglio lui probabilmente che un esperto come Tuchel. Lo avevamo in mano e si è perso tempo vedendo la stagione di Pioli, nel mentre la Juventus si è inserita e ha trovato un accordo. Per cui ora l’unica possibilità è che la Juventus faccia prevalere Allegri tramite alcuni dirigenti, in caso contrario non ci sono quasi possibilità.
  2. De Zerbi: idee quasi come nessuno al mondo. Come tutti i geni che creano qualcosa di nuovo, il rischio è che prenda la piega di Bielsa più che di Guardiola. Sta a lui capire cosa vuole diventare da grande. Se vuole portare i titoli o se vuole solo innovare ed essere ricordato e studiato più a Coverciano che dalle persone. E’ milanista vero e quello è un qualcosa in più. Sarebbe un sì con molte paure che solo lui potrebbe togliere.
  3. Conceicao: ha esperienza ormai da anni al Porto, ha buone idee, ha avuto una carriera di alto livello da giocatore che sa sicuramente come gestire uno spogliatoio di un grande club. Sicuramente è un buon allenatore che potrà avere un’ottima carriera, ma ha tutto da dimostrare soprattutto fuori dai confini portoghesi. Sarebbe un ni. Le paure sarebbero parecchie.
  4. Sarri: allenatore di esperienza che ha vinto qualcosa in carriera. Legato ad un tipo di calcio posizionale rigido che portava ottimi risultati 10-15 anni fa, ma che oggi ha subito un’evoluzione. Una difesa a zona pura in Italia la si vede fare praticamente solo a lui e Giampaolo. E’ uno studioso del calcio e per questo potrebbe anche usare un approccio più moderno in alcuni principi, ma anche questo sarebbe un ni. Non è un top e non è un allenatore con cui creare un progetto lungo e moderno, anche per l’età. Meglio di Pioli sì, ma si può fare di meglio.

Tutto il resto sono nomi che non rappresenterebbero un salto in avanti rispetto a Pioli. Lopetegui lo abbiamo visto ieri, Fonseca vale lo stesso discorso, allenatore che non ha vinto nulla, con media punti inferiore ai 2 a gara in tutta la sua carriera eccetto che allo Shakhtar per ovvi motivi essendo un campionato con Shakhtar e Dinamo immensamente superiori al resto. Insomma sono dei profili medi che non rappresentano un salto in avanti. Qualsiasi profilo di questo tipo sarà sempre un NO secco da parte nostra.

Il Milan deve puntare a vincere, si faccia il necessario per provarci.

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