Partiamo dal fatto che parliamo di un top player, non un fenomeno assoluto come può essere stato Benzema per fare un esempio, ma comunque un top player. Il capitano della Spagna campione d’Europa e dell’ultima Nations League, con 2 Champions vinte, una EL, un mondiale per club, 4 campionati e 4 coppe di lega. Oltre alla finale di Champions persa con la Juventus nella quale oltretutto ha segnato. Nell’ultima stagione viene da 15 reti e 4 assist in 1909 minuti in Liga che significa una rete ogni 127 minuti e una contribuzione diretta al gol ogni 100. Ricordiamo che la Liga ha avuto una media reti di 2,65 e la serie A di 2,66 quindi decade il discorso di facilità maggiore a trovare la rete in Spagna. Giroud l’ultima stagione per fare un paragone diretto, ha realizzato una rete ogni 158 minuti, togliendo i 4 rigori (Morata ne ha 0) diventa una ogni 215 e una contribuzione diretta tra gol e assist ogni 99 minuti (sempre includendo i rigori).
Guardando in Champions, Morata viene da 5 reti e 1 assist quindi mantiene la stessa media che ha avuto in Liga, in questo caso 1 gol ogni 133 minuti, una contribuzione ogni 111. Insomma da un punto di vista realizzativo, il confronto con Giroud è simile, incluso come media generale in carriera. Parliamo di una punta “associativa”, non certamente di un bomber con medie di 30 reti all’anno, ma con caratteristiche ben precise che ora andiamo a vedere, incluso perché il Milan ha cercato profili più associativi che con tante reti nelle gambe.
Il piano A era Zirkzee, punta che segna pure meno di Morata, ma molto forte tecnicamente, bravo nell’esaltare chi ci gioca attorno. Zirkzee a 40 sarebbe stata un’occasione, ma quando i 40 diventano 55 iniziano a diventare troppi per un ragazzo che comunque ha un solo anno fatto bene. Il Milan sappiamo tutti come lavora e, incluso lo scorso anno, ha reinvestito totalmente la liquidità iniziale (sui 60) più la cessione di Tonali e questo razionalmente fa pensare che ciò avvenga pure su questo mercato. Ma dovendo acquistare almeno difensore centrale, mediano e punta, possibilmente anche un’altra punta e un terzino destro, diventa oggettivamente eccessivo investire 55 milioni su un solo giocatore, regalandone 15 tra giocatore e procuratore. Profili giovani che diano già garanzie per fare il titolare in una squadra con ambizione da titolo e che abbiano costi accessibili (come Zirkzee se fosse costato 40), non se ne trovano. Le richieste sono folli, 70/80 milioni per giovani che comunque hanno ancora tutto da dimostrare. Per questo tra i vari profili sondati la scelta è ricaduta su Morata.
Si voleva una punta forte tecnicamente, che sapesse giocare in spazi stretti, eccellente nelle giocate a muro. Una punta che sapesse dialogare con i compagni, fare da vertice per ricevere in fase di costruzione e smistare, fare spizzate di testa verso i compagni, saper svuotare l’area andando a cercare posizioni tra le linee. Una punta, per farla breve, che fosse brava nell’esaltare chi ci gioca attorno, come si è visto anche molto bene in nazionale. Una cosa che si è notata in queste gare è come senza Morata, la Spagna perdesse il controllo del gioco.

Come si può notare da questo grafico di raffronto tra Morata e Giroud, lo spagnolo risulta superiore praticamente in ogni voce statistica eccetto passaggi in area, dovuto probabilmente allo stile di gioco molto diverso di Atletico e Milan. Ci sono altri 2 aspetti che ritengo molto importanti tra Morata e Giroud attuale: le corse progressive e la capacità di pressione.


Credit Fbref
Giroud (a sinistra) a differenza di Morata aveva molta meno corsa e come si vede infatti garantiva molto meno anche in fase di transizione, mentre Morata da recupero palla ha la capacità fisica di condurre una transizione.
Credit Fbref
Avere più corsa e fase difensiva, come palese anche da questi grafici, significa di conseguenza anche una fase di pressione diversa che a cascata porta dei benefici. Il Milan vuole una squadra dominante, alta, con grande pressing, intensità e riconquista immediata della palla. Avere una punta che sa pressare e riaggredire forte, significa spesso poter indirizzare meglio la pressione verso dove si desidera con una riuscita maggiore. E consentire anche ai compagni di rendere più efficace la pressione. Stessa cosa vale per le riaggressioni appena persa palla. Morata è un profilo funzionale per una squadra che vuole pressare, giocare dominante ed esaltare gli esterni e gli inserimenti dei centrocampisti grazie ad un lavoro di movimenti e tecnico. Non è un caso che Leao abbia fatto la sua miglior stagione con Giroud ancora a buon livello fisico, come non è un caso che Mbappe abbia dominato al mondiale 2018 con Giroud ancora al top. Le punte di questo tipo sono importantissime nel rendimento di chi ci gioca accanto e nel sollevare il rendimento di squadra toccando appunto tasti come una miglior pressione, un saper fare da riferimento ecc. Per questo bisogna accogliere con entusiasmo Morata, perché darà tanto oltre alle reti che comunque fa sempre.
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