Nei prossimi giorni affronteremo in serie vari temi con varie analisi. Da Pavlovic al perché si sta puntando un profilo come Emerson, dalle liste alla parte tattica di questo precampionato. Quello che si può dire è che, come vi avevamo scritto prima di queste gare, il risultato è inutile e ininfluente, ma quello che contava era solo vedere il lavoro.
Avere dei principi di gioco chiari, la famosa “identità” è ciò che di più importante si possa avere in una squadra. È lo spartito da seguire nei momenti difficili che arrivano in una stagione. Chi ha un gioco e dei principi saldi, supera ogni difficoltà appoggiandosi proprio al gioco. Chi si affida solo ai singoli sarà sempre soggetto ad alti e bassi e ne sappiamo qualcosa negli ultimi 2 anni.
Questo precampionato ci lascia tanti spunti positivi, nonostante le assenze. Vediamo un Milan costruire dal basso in vari modi, ma sempre cercando di avere superiorità. Il trequartista finalmente aiuta i mediani in palleggio e non si vede più quel giro palla sterile che terminava con un lancio lungo. Finalmente si vede un Milan palleggiare bene muovendosi in modo corale. Il dubbio su Fonseca non è mai stato tattico (sempre scritta la stima verso l’allenatore), ma sul modo in cui gestirà i momenti caldi, difficili. Sarà in grado di gestirli da top e quindi diventare a tutti gli effetti un allenatore top?
Poi abbiamo avuto anche alcuni bilanci sui singoli da questa tournee. Terracciano ha necessità di giocare e crescere, è ancora troppo acerbo oltre che a sinistra soffre più che a destra. Bene trovare qualche squadra per un prestito. Calabria non può essere altro che una riserva anche contando la questione liste, idem vale per Pobega. Vanno tenuti solo per quel motivo. In mezzo Musah può esplodere nel suo vero ruolo come analizzato varie volte da prima che arrivasse al Milan. Loftus nei 2 soffre, non è il suo ideale. Nei 2 inevitabilmente le coppie devono uscire da Reijnders/Bennacer e X (Fofana?) /Musah. Loftus deve essere inteso più avanzato, poi può fare il mediano, ma è sacrificato. I tre trequarti offensivi come ieri è una soluzione per certe gare o spezzoni di gara, ma è una soluzione troppo sbilanciata. Adli è inevitabilmente in uscita perché privarsi di Pobega come ultima riserva è difficile per le liste.
Ultimo dettaglio per chiudere questo editoriale. Avete guardato il lavoro che viene chiesto alla punta? Guardate le posizioni medie di Jovic ieri o Colombo quando ha giocato. Anche solo da quello potete intuire cosa viene richiesto. E questo fa capire perché hanno puntato attaccanti con caratteristiche associative più che bomber puri. Il progetto tattico di Fonseca e del club è chiaro. Altra considerazione, non capisco la smania di volere altre punte. Jovic è la punta di riserva con più reti rispetto a qualsiasi altra squadra del campionato, idem Okafor ha una media reti notevole e una duttilità tattica che lo rendono un’ottima alternativa. Se si dovesse prendere qualcuno, deve essere un netto salto in avanti. Ma siamo sicuri che ci siano giocatori nettamente migliori di Jovic e Okafor e che accettano il ruolo di “vice?”. A volte l’erba del vicino non è più verde, basta saper valorizzare quello che si ha.








