Leao è un esterno?

3–4 minuti

Era ottobre 2020 e sul gruppo Facebook scrivevamo testualmente che Leao non è un esterno ed è problematico da esterno perché rispetto a Rebic non aiuta in fase difensiva. Questo porta Theo ad essere più frenato rispetto a quando gioca Rebic e quando spinge si creano problemi di equilibri. Leao è stato comprato per fare la punta, certo doveva crescere nel ruolo, ma punta. Questo perché è un giocatore che per caratteristiche atletiche ha molta velocità, ma meno resistenza. Muscolarmente è proprio costruito per sprint brevi e intensi, non per fare 12 km a gara su e giù per la fascia. Se a questo aggiungiamo una mentalità con poca predisposizione al sacrificio, è chiaro che metterlo in fascia diventa limitante.

La fascia spesso per giocatori come lui è una comfort zone da giovani quando ancora non hanno una struttura muscolare per reggere fisicamente contro i centrali. Sa di essere più veloce di qualsiasi terzino e che se lo punta in velocità, ha capacità di saltarlo e creare occasioni. Questo però è un lato del gioco, solo una parte. Difensivamente il suo non lavoro deve essere compensato da tutti gli altri. L’anno dello scudetto si è trovata la quadra con un centrocampo estremamente muscolare (Tonali-Kessie-Krunic) più Saelemaekers. Alcune gare ci sono stati problemi tattici quando venivano usati Brahim o Messias ad esempio, poi la grande mentalità di tutti e un Maignan che ha evitato il 30% di reti che mediamente avremmo dovuto prendere (miglior prestazione in Europa), ha portato al risultato. L’equilibrio vero lo si è visto con tutti giocatori con grande corsa e attitudini difensive che compensavano il non lavoro difensivo di Leao. Leao poi nella seconda parte dell’anno offensivamente ha fatto la differenza ed è arrivato un titolo. Ma quando non fa la differenza? Quando si usa una squadra con elementi più qualitativi in altre zone, come si fa a tenere equilibri?

Qua non si sta parlando di un giocatore che rispetto alla media delle ali in Europa ha numeri in fase difensiva medi o medio/bassi, qua si sta parlando di un giocatore che li ha nulli. Che in voci come contrasti, tackle, intercetti, blocchi, sta nel 2, 3, 5 percentile (fbref) e quindi ha il 95-98% di ali migliori di lui. Sopportare un non lavoro simile, significa da parte sua dover essere una macchina di reti e assist in quella posizione e che i compagni lavorino difensivamente per compensare la sua presenza in fascia. Ha senso? O forse ha senso iniziare a vederlo in modo diverso? Potrebbe aiutare anche cambiare filosofia di gioco, un baricentro più basso, un gioco più attendista sfruttando la sua velocità in campo aperto e meno metri da parte dei compagni da coprire. Ma si può costruire una squadra per un determinato stile di gioco e cambiare filosofia andando all’opposto con un allenatore che pratica un calcio di pressing e possesso? Ovviamente non avrebbe senso.

Quindi partendo dalla base che si vuole una squadra che pressa e che domina il gioco, Leao in fascia ha un senso? La nostra risposta è che i contro sono superiori ai pro, ma ci si può far poco al momento. Costringe la squadra a dover sopperire, ma non ha uomini per farlo. Non si può chiedere a gente qualitativa e importantissima offensivamente come Pulisic o Reijnders di potersi comportare come Krunic o Saele. Quindi qual è la soluzione a questo? Sicuramente tenere più uomini dietro la linea della palla, non si può attaccare in 7/8 e sperare di non prendere contropiedi, è impossibile. Sicuramente usare dei mediani con caratteristiche di interdizione sollevando Reijnders. E sperare che Leao offensivamente sollevi un po’ di più il rendimento. In questo modo i risultati potrebbero arrivare, ma il problema di base rimane. A quel punto va presa una decisione perché da ala titolare in un sistema di pressing e dominio del gioco si creano troppi problemi. Trasformarlo definitivamente in punta? Cederlo? Cambiare filosofia di gioco?

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