Termina questo mercato estivo con ancora delle lacune irrisolte e alcune situazioni non sistemate. Upgrade Morata per Giroud che ormai 38enne a fine carriera non poteva più dare quello degli anni precedenti. Bene l’operazione Pavlovic che va a rimpiazzare un Kjaer anche lui a fine carriera. Fofana in mezzo aggiunge quelle caratteristiche difensive che mancavano oltre a quelle di centrocampista completo ed Emerson può dare più solidità rispetto a Calabria. Queste 4 operazioni sono sicuramente dei pro che portano qualcosa di meglio alla squadra. Bene anche lo scambio di prestiti Saele-Abraham che sistema la punta di riserva con un giocatore che ha le caratteristiche adatte a quelle che erano le necessità. Però un mercato si valuta anche nelle uscite e nel completare la rosa. Capitolo cessioni, tutti prestiti con diritto o prestiti secchi, nessuna operazione che contemplasse un obbligo o una cessione definitiva, quindi 0 ricavi generati. E’ stato rinnovato Jovic per cautelarsi a inizio estate, ma il non riuscire a cederlo diventa un errore che blocca un posto in lista e che porta il Milan ad avere 3 attaccanti per uno slot, 4 ali, 5 centrocampisti, 4 terzini e 4 centrali.
Come scritto anche in giornata nell’editoriale, 5 centrocampisti per 3 slot sono pochi. Intendere Pulisic trequarti per noi come analizzato tante volte crea un problema tattico di equilibri, ma anche intendendolo trequarti, diventerebbero corti gli slot sulle ali perché in panchina Chukwueze non avrebbe alternative se non i ragazzini del Milan Futuro. Va bene la rosa con 2 per ruolo anzi è perfetta per poter anche inserire gli u23, ma si sta chiudendo con 5 centrocampisti e 3 punte quindi 22 elementi, ma non 2 per ruolo. Un club con ambizioni vere non può permettersi un qualcosa del genere. Ne abbiamo l’esempio pratico domani stesso contro la Lazio: mancando Bennacer, con Reijnders-Fofana-Loftus titolari, l’unico cambio in mezzo può essere solo Musah. Situazione che non è tollerabile al 30 agosto con tutta l’estate per sistemare la rosa nel migliore dei modi avendo oltretutto una situazione finanziaria tale da potersi permettere qualcosa di più. Il problema per riequilibrare numericamente la rosa può essere risolto in un solo modo: cedendo Jovic nei mercati aperti (es. Turchia o Arabia) e prendere Rabiot svincolato, non ci sono altre vie. E farlo anche rapidamente.
In difesa si sceglie di cedere Kalulu anche per le poche garanzie fisiche dopo l’infortunio particolare che ha avuto e può avere una logica per quanto per caratteristiche fosse quello più adatto al gioco che si ha in mente. Ma si finisce con Thiaw e Gabbia riserve, si poteva avere di meglio ma si può accettare. Così come si deve accettare Calabria a destra che pur con evidenti limiti, può fare la riserva. Meno Terracciano che avrebbe necessità di giocare con continuità e che da terzino sinistro è adattato. Nei fatti Calabria-Thiaw-Gabbia-Terracciano è la linea di difesa di riserva e la distanza qualitativa con i titolari è davvero ampia, troppo ampia. Ma ripetiamo, capiamo il non poter sistemare ogni cosa in una sessione, ma quantomeno averne 2 per ruolo con 11 “titolare” e centrocampo e attacco completi e importanti, andava fatto. Invece vedremo un 11 titolare sulla carta completo, ottime riserve da centrocampo in su, ma corti in mezzo numericamente e con le riserve in difesa che qualitativamente sono troppo distanti dai titolari.
Per questo motivo il voto al mercato è una sufficienza. Bene in entrata i giocatori fatti, male in uscita perché ricavare dalle cessioni una discreta cifra poteva portare a reinvestirla sistemando altre lacune. E male la costruzione finale della rosa numericamente corta in mezzo. Unica speranza come scritto precedentemente, cedere Jovic in mercati aperti e inserire Rabiot. In questo modo il voto andrebbe a salire sensibilmente. Se no resta una sufficienza che nel voto comprende anche la scelta del tecnico che è un buon allenatore, ma con profili superiori liberi sul mercato diventa appunto una scelta sufficiente, poco ambiziosa. Poi nel calcio mai dire mai, si può trovare una quadra tatticamente, nessuno si rompe in mezzo e si fanno risultati importanti, ma di base il club non ha posto le condizioni ideali per riuscirci. Ha appunto agito in modo sufficiente, che però quasi mai coincide col sollevare trofei. Poi certo ci sarà anche gennaio per correggere qualcosa, ma ad oggi si poteva fare un lavoro nettamente migliore.
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