Nelle ultime settimane si era già vista una netta crescita sotto il profilo delle idee, dei principi di gioco. Col Napoli è stata fatta una grande gara, persa soprattutto per la mancanza contemporanea di tutti gli elementi più qualitativi e un errore di Maignan che ha chiuso la gara. Vedere quel tipo di prestazione era già sintomo che la squadra sta lavorando sempre meglio sui principi di gioco. Anche col Monza si è visto un Milan con un problema tattico della partita in sé nel primo tempo, ma non confondiamo una situazione tattica temporanea con il recepire i principi di gioco. Col Monza si è fatto un brutto primo tempo per un problema tattico risolto poi nel secondo tempo, ma anche in quella gara si è compreso come il Milan sia una squadra in crescita esponenziale. In questo campionato contro il Monza nessuna squadra ha creato più di 2 xG. Inter 1,7 pareggiando o Atalanta 1,2 per fare due esempi. Il Milan ha creato 2,5 che è una quantità importantissima in una gara contro un’avversaria che non concede mai così tanto. Questo fa capire quanto la squadra sia forte qualitativamente. Prima di passare a vedere alcune situazioni della gara col Real Madrid vorrei riportare anche questo dato.


Il Milan è la squadra che dribbla di più sia a livello di Serie A, sia a livello dell’intera Champions League. Inter (tanto vi interessa il paragone) è ultima in A e 32ma in Champions. Da notare bene, il Milan ha questi dati in Champions pur avendo affrontato in 3 gare su 4 Liverpool, Leverkusen e Real Madrid, di cui 2 su 3 fuori casa. Questa caratteristica non è di per sé fondamentale per vincere le partite, ma capite anche che è un’arma molto potente quando si riesce a dare un ordine di gioco e principi ben chiari. Una squadra come l’Inter sarà sempre vincolata a muovere palla all’interno del proprio spartito tattico correndo molto più dell’avversario, non ha altro modo per risalire il campo. Non ha nessuno in grado di saltare l’uomo e creare una superiorità. Il Milan a differenza dell’Inter ha giocatori in grado di saltare costantemente l’uomo e creare pericoli anche con giocate dei singoli. Se si riesce a dare dei principi di gioco solidi, uniti alle grandi qualità tecniche e atletiche dei ragazzi, capite automaticamente che si ha in mano un potenziale esplosivo. Poi è anche normale che un allenatore che eredita una squadra che viene da 5 anni andando a uomo e dà un’impostazione diversa lavorando di reparto, abbia necessità di tempo per far assimilare totalmente alcuni concetti.
Detto ciò passiamo a vedere alcune situazioni della gara col Real Madrid.

Innanzitutto era un Milan che si difendeva 532 o 541, linee molto compatte, squadra cortissima.

In fase di possesso invece Musah saliva tantissimo dando ampiezza a destra. Il suo lavoro è stato pazzesco. In fase difensiva ha lavorato in modo eccellente con Emerson su Vinicius, in fase offensiva dava spesso l’ampiezza, ma lo abbiamo visto anche prendere corridoi centrali scambiando posizione con Pulisic ad esempio e per finire anche a volte invertirsi con Emerson che spingeva dando l’ampiezza con Musah che agiva da “terzino”. In definitiva una duttilità pazzesca che fa capire anche quanto sia un giocatore con ottime letture delle situazioni e come Fonseca stia riuscendo a insegnare ciò che vuole ai ragazzi. Ma oltre a questo garantisce quell’equilibrio proprio per le caratteristiche che ha. Vediamo ad esempio in questa azione.

Theo fa una cavalcata in fascia, arriva al cross che viene bloccato da Lunin. Musah aveva accompagnato l’azione e si vede come immediatamente si “mangi” il campo e rientri. Cosa che per caratteristiche non può certamente fare un esterno offensivo (avevamo visto già nei mesi scorsi questa problematica).

Nel continuo dell’azione, si nota come il Milan stia lavorando in modo ottimo per assorbire le transizioni. Era stato un problema a inizio anno, ora si nota come col lavoro abbiano sistemato questa problematica. Qua Musah abbiamo visto che recupera rapido e vediamo l’intelligenza di Reijnders e anche il sacrificio di Leao. Reijnders legge il buco lasciato da Theo e lo occupa lui. Il Milan sta subendo una transizione ma è tatticamente equilibratissimo, non ha 2 uomini come successo in Parma-Milan.

Tornando alla fase di costruzione, inizialmente il Milan costruisce spesso 4+2, poi in fase di sviluppo (zona 2 del campo) Reijnders diventa la mezz’ala di sinistra e Pulisic quella di destra. E’ una questione di letture anche lì. Se Reijnders capisce che la squadra sta uscendo dalla zona 1 può sollevarsi diventando una mezz’ala, se no va in aiuto, mentre Fofana resta l’equilibratore del centrocampo, il perno davanti alla difesa. Nei fatti vediamo questa struttura con i 4 dietro, il rombo in mezzo e Leao-Musah a dare ampiezza.

Concludo con l’azione che porta all’angolo che crea il vantaggio. In estate parlavamo del perché il Milan avesse cercato punte associative come Morata e non attaccanti d’area. Nel progetto tattico ben chiaro, Fonseca voleva una punta che legasse il gioco per poi anche occupare l’area perché il Milan ha esterni forti e centrocampisti bravi a inserirsi. Morata è un giocatore intelligentissimo, probabilmente la punta più intelligente tatticamente passata in Serie A negli ultimi anni. In questa azione vede lo spazio, si abbassa e offre una linea ulteriore di passaggio. Il Real Madrid ha difficoltà nel capire e andare a prenderlo.

Morata riceve palla e immediatamente Leao parte in profondità sapendo che quella palla gli arriverà. Questo significa che sono giocate che la squadra sta facendo proprie, meccanismi che stanno avvenendo sempre con maggiore naturalezza. Questo è il gran lavoro di Fonseca, sta dando meccanismi ad una squadra che era abituata molto ad un gioco basato sui singoli e non sul collettivo. E da questi dettagli, da come lavora la linea difensiva in modo ottimo (non ancora perfetto, ma già di alto livello) che si capisce il lavoro di un allenatore. E’ importante dare continuità di risultati, ma quelli sono solo la conseguenza del lavoro. E questa squadra sta man mano crescendo in modo importantissimo.
Si capisce il valore del Milan anche solo pensando che dal 2003/04 nessuna squadra ha mai fatto 9 tiri in porta al Bernabeu in Champions o che dal 2015 in nessuna gara contro il Real Madrid un giocatore ha fatto almeno il 98% di passaggi realizzati con oltre 50 passaggi, cifra toccata martedì da Reijnders. Sono piccole cose che però fanno capire che qualitativamente questa è una squadra molto forte che semplicemente ha intrapreso un percorso di calcio opposto agli scorsi anni e serve tempo per far quadrare tutto. Poi chiaramente ci sono ancora alcune lacune nella rosa che verranno finite di correggere nei prossimi 2 mercati (gennaio-luglio), ma le basi sono quelle di una squadra molto importante. Non si domina contro Inter e Real Madrid se non si stanno mettendo basi importantissime. Siamo solo all’inizio e serve tempo. Il pane è stato impastato, ora sta lievitando.
Oltre al fatto che sta diventando una costante segnare su calcio piazzato. Il Milan è diventato una squadra molto pericolosa nei piazzati e pare aver risolto il problema che stava avendo su quelli in fase difensiva.
Ultimo dettaglio, rispetto allo scorso anno la quantità di infortuni è diventata normale finalmente. Significa che il problema era legato al lavoro atletico o di recupero post gara e sono stati bravi a risolverlo. Poi avere qualcuno out è normale per tutti, ma non come lo scorso anno.
Per avere tutti i nostri aggiornamenti, iscriviti al nostro canale Whatsapp cliccando QUI








