Santi Gimenez – La punta che mancava da troppo tempo

3–5 minuti

Negli ultimi 20 anni, dall’addio di Shevchenko ad oggi, è sempre stato problematico per il Milan trovare delle punte giovani e di grande livello che potessero restare per anni e far parte di un ciclo. Dopo Sheva c’era stato l’investimento su Pato, ma i problemi fisici hanno distrutto la sua carriera. C’è stata la parentesi Ibra 2010-2012 anche se Ibra è stato un attaccante diverso ed è arrivato già maturo dopo le esperienze Juventus, Inter e Barcellona. Poi è arrivato il periodo buio, ci sono stati i Pazzini, i Bacca e Luiz Adriano, fino ad arrivare all’investimento che poteva garantire 3-4 anni ad alto livello cioè Higuain. Punta meravigliosa, ma che aveva già staccato la spina col calcio che conta. La sua avventura è durata pochi mesi e il Milan sperava di aver trovato la punta per il futuro prendendo dal Genoa Piatek. Come investimento molto simile a Gimenez, anche quello a gennaio e anche quello su un giovane che stava facendo benissimo col Genoa. La differenza è che Piatek aveva fatto bene una decina di partite col Genoa e tecnicamente non era sul livello di Gimenez, ma soprattutto non aveva mai giocato in coppa. Gimenez arriva al Milan da giocatore che ha segnato in ogni competizione con medie incredibili. In Champions League 5 presenze (nemmeno intere) con 5 reti e 1 assist, una rete ogni 59 minuti, una media surreale oltre che li ha fatti con soli 2,9 xG a dimostrazione di quanto è freddo e cinico in area. Ma tornando al discorso iniziale, dopo Piatek è tornato Ibra con una parentesi praticamente di 2 anni che ha portato allo scudetto, aiutato dalla parentesi anche qua breve di Giroud anche lui a fine carriera. Si termina con l’investimento su Morata, la punta di raccordo che voleva Fonseca, ma dopo una buona prima parte, ha mollato, non è scattata la scintilla e anche qua parliamo di una punta comunque over 30 che poteva rappresentare una soluzione tampone, non una punta con cui aprire un ciclo.

Quindi se valutiamo nel complesso, dopo Sheva ci sono stati Pato e Piatek come veri investimenti che potevano avere futuribilità, ma entrambi pur per motivi diversi, non hanno dato ciò che ci si aspettava. Gimenez quindi diventa la speranza di aver trovato quella punta con cui aprire un ciclo (insieme a Camarda), un qualcosa che appunto ci manca dal periodo di Sheva arrivato dalla Dinamo Kiev, grandi prestazioni in patria e in Champions, esattamente come Gimenez ora. E questo rende Gimenez il vero colpo del mercato perché è qualcosa che manca da 20 anni.

Analizziamo ora questo grafico che ci dà alcuni spunti

Credit Data MB

In verde Morata al Milan, in giallo Morata all’Atletico lo scorso anno e in rosso Gimenez al Feyenoord lo scorso anno quindi con dato su stagione intera (quest’anno è praticamente lo stesso).

Primo spunto: Morata non ha inciso, ha mollato e alla fine è stato ceduto, ma siamo sicuri che fosse colpa sua? Dal grafico si nota come gli siano state chieste cose totalmente diverse rispetto allo scorso anno. Morata questa stagione non ha fatto la punta ma ha fatto il trequartista se volessimo trovare una definizione. Se chiedi ad un giocatore di abbassarsi finendo anche mezz’ala in costruzione a volte, è chiaro che poi sia difficile che riesca anche a riempire l’area.

Secondo spunto: Gimenez si vede come lavora da punta pura. Con Conceicao che pratica un calcio completamente diverso da Fonseca, può continuare a fare la punta pura. Cosa che avrebbe potuto fare anche Morata come si vede da questa immagine, anche se è chiaro che sia un profilo con meno reti nelle gambe rispetto a Gimenez. Oltre ovviamente al discorso futuribilità.

Sicuramente con Gimenez il Milan ha preso la punta del futuro, un giocatore in grado di segnare tante reti, ma saper anche dialogare con i compagni. Il dato di xA è alto per una punta con quelle caratteristiche e denota come sia un giocatore in grado non solo di essere letale in area, ma anche di saper servire i compagni. E Leao potrebbe ringraziare…

Ultimo ma non ultimo l’aspetto economico dell’operazione. E’ stato un investimento importante, ma 28 milioni di base fissa per un giocatore con questa potenzialità, sono un assoluto capolavoro in relazione alle cifre che girano. Ora sta a lui dimostrare di saper reggere il peso di una maglia come quella del Milan.

iCasciavit

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