Come spesso capita, quando una stagione inizia col piede sbagliato, diventa poi complesso raddrizzarla. Si entra in un tunnel dal quale è difficile venir fuori, soprattutto se mancano giocatori con esperienza, carisma e leadership. Quest’anno è stato capito l’errore, si è rimediato inserendo Allegri e Modric, due personalità forti in ruoli diversi, oltre a Tare che è un direttore con esperienza importante. Ma oltre all’aspetto mentale che è stato il primo problema lo scorso anno, si sta cercando di costruire una squadra più vicina a quelle che sono le richieste di Allegri, anche analizzando quelle che erano le caratteristiche che mancavano nella rosa. Il primo tassello è Samuele Ricci, preso per meno di 25 milioni, una cifra congrua, persino bassa in relazione a età e valore attuale.
Per prima cosa parliamo di un ragazzo italiano che fa bene alla questione liste soprattutto per i prossimi anni con le coppe, che ha 24 anni da compiere ad agosto, che è cresciuto in modo progressivo dall’esordio con l’Empoli passando poi al Torino e alle convocazioni in nazionale. Ora è totalmente pronto per una big. L’ultimo step sarà appunto la consacrazione in una big. Ma perché è un tassello che mancava in mediana?
La mediana dello scorso anno presentava Fofana e Reijnders spesso in coppia, con Fofana che lavorava davanti alla difesa e Reijnders che nei fatti era un giocatore offensivo, con pochissimo apporto difensivo. Se guardassimo i percentili rispetto agli altri centrocampisti, vedremmo grandissima fase offensiva ma pochissima fase difensiva.
Nei fatti Fofana si è trovato a dover reggere da solo difensivamente la mediana con ovvi risultati, 43 gol subiti. Oltre a questo problemino tattico, in parte superato quando si è passati a 3 dietro presidiando meglio la zona centrale, ci sono state le prestazioni sottotono di tanti interpreti, da Maignan a Theo, passando per Tomori, Leao a sprazzi, Loftus assente quasi sempre e mentalmente una squadra spenta, senza leader come dicevamo in precedenza.
Quest’anno si vuole ripartire da una difesa a 4 e creare un centrocampo con qualità ma anche equilibrio e in quest’ottica va l’acquisto di ricci. Ha avuto un percorso di crescita nel corso degli anni che lo ha completato. E’ partito da mezz’ala per poi andare in un sistema uomo-uomo aggressivo in un centrocampo a 2 per poi consacrarsi e completarsi da mediano basso a 3 in una squadra che giocava con un blocco basso con Vanoli.
La caratteristica principale di Ricci è senza dubbio l’intelligenza calcistica. E’ un ragazzo che legge le situazioni, sa smarcarsi per ricevere palla, sa guardare prima gli spazi e questo porta ad avere una eccellente resistenza alla pressione. Riesce ad uscire pulito da situazioni sotto pressione, proprio perché ha sempre chiaro come orientare lo stop e dove smistare la palla. Qi che si nota anche in fase difensiva, dove riesce a trovare sempre un buon posizionamento e vincere duelli.

In questo radar vediamo in blu Reijnders nell’ultima stagione e in verde e rosso le ultime due stagioni di Ricci, prima in un sistema a 2 andando a uomo, poi in un sistema con blocco basso.
Si nota come Reijnders sia un giocatore molto più offensivo anche se Ricci non va così lontano come corse o passaggi progressivi se inserito in quel tipo di funzione. Ma risulta un giocatore che rispetto a Reijnders ha più fase difensiva e banalmente lo si vede dai duelli vinti. Reijnders era un centrocampista offensivo, Ricci difensivo.
Per riassumerlo è un giocatore composto, che non ruba l’occhio al tifoso, ma che risulta prezioso per la squadra. Gioca spesso semplice in orizzontale, non forza giocate in verticale, gioca semplice smistando palloni e verticalizza quando è sicuro della giocata. SI fa sempre trovare per ricevere palla e ha una gestione eccellente sotto pressione grazie a un qi alto e scanning continuo. La sua presenza darà equilibrio, qualità in uscita senza perdere palloni e libererà Fofana che torna nella posizione che lo ha fatto esplodere in Francia.








