Partiamo ricordando le regole sulla lista per la Serie A. Quest’anno non avremo le coppe per cui va analizzata solo la lista in ottica Serie A che ha regole simili ma lievemente diverse rispetto alle coppe europee.
Per prima cosa la lista Serie A è una lista massimo di 25 calciatori che hanno più di 22 anni al 31 dicembre del 2024. Ciò significa che i 2003 o oltre non vanno in lista e se ne possono avere un numero illimitato.
La lista può essere composta massimo da 17 giocatori stranieri più 8 cresciuti in Italia di cui 4 cresciuti nel proprio vivaio, arrivando appunto a 25 massimo. In caso si avessero ad esempio 17 stranieri 4 italiani e 1 cresciuto nel vivaio, non ci sarebbe spazio per altri italiani o stranieri, ma solo per altri 3 cresciuti nel vivaio. E’ anche altrettanto chiaro che si possono avere 10 italiani e 10 cresciuti nel vivaio, a patto che gli stranieri a quel punto siano massimo 5. Dopo aver fatto questa doverosa premessa vediamo la situazione attuale

Come si può vedere, attualmente il Milan ha una rosa totale di 19 giocatori più i vari Jimenez, Bartesaghi ecc nati dal 1 gennaio 2003 in poi. Di questi 19, solo 15 sono stranieri, mentre si è fatto un buon lavoro in quelli vivaio italiano passati da 1 (Sportiello) a 3. Questo è un lavoro non tanto in ottica attuale, ma anche e soprattutto in ottica dei prossimi anni nei quali ci saranno esigenze di una rosa più larga avendo le coppe come tutti pensiamo e speriamo. La quota vivaio Milan è ancora limitata al solo Gabbia e questo sarà presumibilmente un problema anche nei prossimi anni visto che nelle annate 2003 e 2004 il materiale del vivaio non è di livello Milan. Bisognerà attendere l’annata 2005 quindi tra 3 anni per avere i vari Torriani, Bartesaghi, Jimenez come over 22 vivaio Milan, cioè la condizione attuale di Gabbia.
E’ anche altrettanto vero che con un buon numero di calciatori under 22, si può compensare serenamente questo “problema”. Nei fatti la rosa del Milan è infatti composta da questi 19 più almeno 4 u22 che sono in pianta stabile in prima squadra, quindi una rosa da 23 elementi, più che sufficiente numericamente per affrontare il solo campionato. Ma analizziamo i vari reparti e vediamo cosa deve ancora succedere sul mercato.
Portieri: Non dovrebbe succedere nulla, le gerarchie sono chiare, il reparto è completo.
Difesa: Tralasciando in questo articolo i discorsi tattici in modo preciso, stiamo vedendo che Allegri sta inserendo sempre 3 centrali (poi le scalate varie tra mettersi a 3 o 4 sono discorsi successivi). In questa rosa ci sono 4 centrali (Pavlovic, Gabbia, Tomori e De Winter) di cui solo uno non dà il meglio di sé da braccetto a 3 ed è Gabbia. In campo ne vedremo quasi sempre 3 di questi centrali e balza subito all’occhio come manchi più un play difensivo in grado anche di guidare la difesa. Si potrebbe anche prendere un ulteriore dc più bravo magari in marcatura, a fare il braccetto aggressivo pensando a Tomori o De Winter a fare i play in difesa in caso di assenza di Gabbia, ma personalmente la vedrei come una strategia errata. Vedrei più logico lavorare su Bartesaghi come braccetto a sinistra in caso di emergenza che investire su qualcuno. Un difensore deve arrivare, ma la cosa più corretta sarebbe uno con qualità tecnica e che sappia guidare la difesa. Ma aspettiamoci un centrale da qua alla fine del mercato.
Centrocampo: La rosa è al completo, potrebbe esserci un innesto a sorpresa qualora uscisse Musah.
Attacco: Leao, Okafor, Gimenez, Pulisic, Chukwueze, Saelemaekers. Gli esterni sono troppi, la punta centrale una sola. E’ logico che uno tra Okafor e Chukwueze (soprattutto) esca e che entri una punta centrale.
Esuberi: Adli, Origi, Bennacer. Non sono stati conteggiati perché sono in uscita o comunque fuori rosa.
Vedendo la lista quindi possiamo ipotizzare come sia possibile che gli stranieri diventino 14 con l’uscita di un esterno. Sicuramente entreranno una punta e un dc e si ha ampia libertà di poterli prendere stranieri o italiani. Lo spazio in lista c’è ed è ampio e non si ha esigenza attuale di inserire altri vivaio Italia. Si può anche fare, ma non è un’esigenza.








