Dopo il derby vinto, si è sentito da più parti il discorso sulla fortuna. Sta passando quasi il messaggio che il Milan abbia vinto gli scontri diretti grazie alla fortuna, soffrendo in tutti e senza meritare. Ma cosa significa meritare?
Il calcio è uno sport che può essere giocato con diverse strategie e dipende anche dal tipo di giocatori che si hanno in mano. C’è chi preferisce fare possesso palla e stare alto, chi preferisce stare basso e ripartire, chi preferisce pressare, riaggredire e chi non lo fa. Non c’è un modo giusto di giocare a calcio. Ognuno di noi ha uno stile preferito, ma quel che conta è che sia la scelta migliore per ottenere un risultato.
Nel calcio di oggi la maggior parte delle azioni manovrate non portano ad una produttività. In una tesi recente che analizzava la Champions, parliamo dell’85% delle azioni manovrate che non portano a nulla e nemmeno l’1% delle azioni manovrate porta al gol. Se parliamo di transizioni, siamo all’8%. Mentre 15 anni fa esplodeva il calcio posizionale puro che diventava ingiocabile per le squadre che difendevano di reparto, con linee chiare, oggi il calcio è cambiato e sta andando verso duelli in ogni zona del campo. Questo può spiegare facilmente il perché è sempre più difficile fare gol su azione manovrata. Le squadre conoscono tutte l’avversario nel dettaglio e questo complica ulteriormente le cose.
Fatta questa premessa, analizziamo gli scontri diretti del Milan, guardando gli xG prodotti e subiti escludendo i rigori sia a favore che contro. Quindi il dato reale della prestazione, fonte fbref.
Milan-Bologna 1 – 0,2
Milan-Napoli 0,7 – 2,2 (col Milan in 10 per mezza gara)
Juventus-Milan 1,1 – 1
Milan-Roma 3,8 – 1,2
Inter-Milan 1,1 – 1,1
In 4 scontri su 5 il Milan ha un dato pari o superiore come produttività rispetto all’avversaria. L’unica gara nella quale ha un dato inferiore è contro il Napoli, ma in 11vs11 stava 0,75 a 0,81 quindi uguale fino all’espulsione. Questi semplici dati cosa ci dicono?
Ci dicono che tralasciando lo stile di gioco che può essere brutto da vedere o le sensazioni personali che appunto restano sensazioni, nei fatti gli scontri diretti sono stati tutti equilibrati (a parte Milan-Roma che si è sprecato l’impossibile). In uno scontro nei fatti alla pari, cosa fa pendere la bilancia verso un lato o verso un altro?
Ovviamente la risposta è il dettaglio, la freddezza, anche la qualità del singolo. Allegri lo sa bene e insiste spesso sul vincere i duelli, giocare tecnicamente puliti, avere cattiveria di azzannare la preda quando ferita, sapersi compattare e soffrire tutti insieme. In una gara equilibrata che magari dovrebbe finire 1-1, la differenza tra vincere, pareggiare o perdere sta nei dettagli più che nella prestazione globale in sé che è appunto da pareggio. Nella valutazione di una squadra o di una prestazione, spesso questo è un fattore che non viene considerato, ma è la base delle squadre vincenti, soprattutto in un torneo equilibrato come la Serie A. Il Milan, come detto anche da alcuni giocatori, ora è squadra. Tutti fanno la corsa in più per aiutare il compagno come l’anno dello scudetto, non ci sono divisioni, c’è un ambiente sano. Lo stesso Maignan è tornato finalmente su livelli importanti dopo 3 stagioni su livelli mediocri. Ad ora numeri alla mano è il quinto portiere in Europa (top 5 leghe) per gol evitati ogni 90 minuti. Gli scorsi anni navigava oltre l’80mo posto su circa 110 portieri, sempre nettamente sotto media. E questo fa una differenza enorme, come l’anno dello scudetto.
Avere una squadra che nel dettaglio ha qualcosa più degli altri, avere un portiere che sta rendendo più degli altri, converte una prestazione da pareggio in vittoria o magari una prestazione da sconfitta in pareggio/vittoria. Quindi no, di fortuna non ce n’è. C’è semplicemente un gioco pragmatico, fatto da giocatori uniti tra loro e un portiere che sta facendo bene. E si, anche il portiere è un giocatore ed è pagato per parare. I discorsi “a portieri invertiti” non hanno alcun senso. Con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Come dice Allegri: “le chiacchiere le porta via il vento, le biciclette i livornesi”.








