Non toccateci Mike!

2–3 minuti

Qualche giorno fa, prima della gara contro il Frosinone, abbiamo analizzato la questione fase difensiva e tra i vari argomenti abbiamo trattato in modo assolutamente oggettivo e non interpretabile quello che è il rendimento di Maignan tra i pali (Click qua per l’articolo). Quindi nessuno nasconde il problema, ma andiamo per gradi.

I numeri di PsXg su 90 minuti in relazione alle effettive reti subite parlano chiaro (dati Fbref):

  • stagione 21/22 +0,13 medio a gara (+4,3 gol);
  • stagione 22/23 -0,03 medio a gara (-0,7 gol);
  • stagione 23/24 -0,15 medio a gara (-3 gol).

Essendo un numero che guarda l’effettiva qualità del tiro ricevuto, è abbastanza oggettivo il rendimento sotto le attese. Un rendimento che lo proietta al momento (4 febbraio) in posizione 83 su 106 portieri con un buon numero di presenze nei top 5 campionati.

Credit Fbref

Questa è un’analisi oggettiva della prestazione tra i pali senza contare ovviamente la partecipazione all’azione, quindi il gioco con i piedi. Siamo stati i primi ad evidenziare il rendimento come parate in questi termini. In 11 gare su 20 giocate da Mike, il rendimento ha mostrato un segno negativo, cioè ha subito più reti di quelle che avrebbe mediamente subito un portiere. Il dato sarebbe stato più tenero se ad esempio ci fossero state 2 o 3 gare disastrose e 17 o 18 con un segno positivo anche lievissimo. Il dato diventa peggiore nel momento in cui più del 50% delle gare da lui giocate hanno portato ad una prestazione sotto media. Quindi si guarda in faccia la realtà di questo rendimento e non si nasconde in nessun modo, ma dall’altro lato bisogna anche freddamente fermarsi e valutare quello che è Maignan in tutti questi anni, incluso a Lille.

Tutti sappiamo che Mike è un portiere tra i primi 5 al mondo. Lo è tra i pali, lo è con i piedi e lo è anche come personalità e comunicazione tra i pali, oltre che come leader nello spogliatoio. Ai portieri questo tipo di stagioni capitano, non sono una rarità. Dipendono da molti fattori. Non bisogna mai fermarsi ai numeri di una stagione perché è un ruolo estremamente particolare. Per questo bisogna stare tranquilli e non pressare Mike. E’ un gran portiere e riprenderà presto a sollevare il suo rendimento nelle parate. E’ corretto evidenziare il periodo negativo, ma senza esasperazioni, con equilibrio e freddezza che chiediamo a tutti i rossoneri che leggeranno questo articolo. Mike è un professionista esemplare, ha sempre dimostrato di essere un portiere fortissimo e non può essere una stagione a 28 anni a giudicarlo come finito o in calo. Quando si lavora seriamente ci si risolleva sempre dai momenti negativi e Mike lo dimostrerà nel prossimo futuro.

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